LICATA – Dopo più di ottant’anni di attività, la Ditta Graci annuncia la chiusura del proprio impianto di distribuzione carburanti, a seguito della revoca della concessione di suolo pubblico disposta dall’Amministrazione comunale con determina dirigenziale n. 79 del 16/01/2026. L’attività cesserà ufficialmente a partire dal 05/02/2026.
Nel provvedimento si legge che “l’impianto risulta incompatibile in relazione agli aspetti della circolazione stradale in quanto privi di Sede propria per il quale il rifornimento, tanto all’utenza quanto all’impianto stesso, avviene sulla carreggiata”, una presunta incompatibilità con il buon andamento della circolazione stradale.
Una decisione che segna la fine di una realtà storica della città. “Si chiude così, dopo oltre ottant’anni, una realtà che ha rappresentato il sostentamento di numerose famiglie e un punto di riferimento per l’intera comunità. Il Mio Primo Pensiero Và, a Mio Padre Don Totò Graci e a Don Vincenzo Sorriso, che hanno costruito questa realtà allora ‘SHELL’. È doveroso ricordare con gratitudine Fedele Moscato (u Zu Fidili), Don Paolo Sottile, Don Gaetano La Perna, Bennardo Antona e tutte le persone che hanno contribuito alla crescita e alla continuità dell’attività. Un pensiero particolare va a Peppe Bonfissuto e Giorgio Agosta (Giorgino), che dal prossimo 5 febbraio si troveranno purtroppo senza lavoro. Da buon padre di famiglia, farò tutto ciò che è nelle mie possibilità per tutelarli”.
Il distributore, nel corso dei decenni, è stato un punto di riferimento per cittadini, imprese e aziende del territorio. “Il distributore è stato per decenni un luogo familiare per tanti Clienti, e supporto per Imprese e aziende, ai quali rivolgiamo le nostre scuse per l’impossibilità di portare a termine i contratti di approvvigionamento in essere”.
Nel comunicato non manca un riferimento al clima che ha accompagnato la vicenda: “Desidero esprimere un sincero ringraziamento a tutti gli amici che, in questo momento particolarmente difficile per la mia famiglia, hanno manifestato vicinanza e solidarietà. Rammarica, invece, la mancanza di dialogo da parte di chi, attraverso un confronto pacato e costruttivo, avrebbe potuto contribuire a individuare una soluzione e rendere meno dolorosa la chiusura di una storica attività della Città di Licata”.
E ancora: “Il Corso Umberto perderà un piccolo pezzo della propria identità; forse il traffico sarà più scorrevole, considerando l’afflusso di automobili — e, come ricordava ironicamente Johnny Stecchino, ‘la vera piaga di Licata è il traffico’”.
A chiudere, il saluto alla città: “A conclusione di questa lunga storia, sento il dovere di dire: Grazie LICATA.!!! Ad Maiora.”