Sabato 10 Gennaio presso il Teatro Pirandello di Agrigento si celebrerà il passaggio di consegna del testimone nelle mani del sindaco della città di L’Aquila insignita del titolo per il 2026.
Da fonti provenienti dall’ufficio stampa, si parla di una cerimonia sobria e senza tanti acuti e clamori.
Cala il sipario, terminologia quanto mai appropriata, su una manifestazione di assoluta importanza che avrebbe dovuto dare un notevole slancio, non solo dal punto di vista culturale, ma anche turistico e quindi economico, ad una città e di conseguenza anche a tutta la provincia, viste le difficoltà degli ultimi anni.
Al netto degli errori e delle polemiche per cartelli errati e i soffitti gocciolanti e di tombini sommersi dal catrame, di cui non vogliamo parlare, per ovvi motivi, ma che hanno caratterizzato negativamente ed hanno rappresentato un brutto biglietto da visita sia a livello nazionale che a livello internazionale, soprattutto, è mancata, un efficiente ed efficace programmazione. Colpevole di tutto questo sono stati i ritardi e i numerosi inceppamenti della macchina organizzativa. Ricordiamo che il nuovo consiglio di amministrazione, con la nomina di presidente del Cda, l’ex prefetto di Palermo Maria Teresa Cucinotta, è avvenuta il 31 gennaio 2025. Un altro episodio che fa riflettere, in questi termini, si palesa due mesi dalla fine di Agrigento Capitale della Cultura 2025, ovvero nel mese di ottobre del 2025, quando la Corte dei Conti evidenziò ritardi e obiettivi non raggiunti; dei 44 progetti del dossier solo 8 risultavano conclusi, 31 erano operativi, 14 in corso di svolgimento e 17 in allestimento, e, infine, 5 in fase di affidamento. E per non affondare ancora il coltello nella piaga è da sottolineare che ad aprile del 2025 veniva pubblicato l’ avviso pubblico per l’affidamento di un incarico di addetto stampa della Fondazione “ Agrigento 2025” per Agrigento Capitale Italiana della cultura, avviso che scadeva il 30 aprile 2025. Ma quanto avrà potuto lavorare, e quale ausilio avrà potuto dare un addetto stampa insediandosi a maggio a sette mesi dalla scadenza della manifestazione? Di fronte a questa analisi, il rammarico più grande, è rappresentato dall’aver perso una grande occasione. Le critiche, come si suol dire, sono giuste se sono costruttive e non distruttive, ebbene, però i segnali sono arrivati da più parti e tutti sapevano che Agrigento non era pronta per affrontare un evento del genere, per mancanza di competenze, preparazione e di mezzi idonei. Pertanto non ci rimane che dire: errare è umano ma perseverare è diabolico. A proposito a Pordenone sono già pronti, è online sul sito del Comune di Pordenone l’avviso pubblico per contributi economici straordinari a iniziative culturali di particolare rilievo nell’avvicinamento a Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027, l’avviso è di novembre 2025. Meditate gente, meditate…