Dal 7 al 30 agosto 2026 l’ex Convento di Santa Chiara ospita “La voce della cenere”, personale dell’artista catanese curata da Paolo Patanè: un percorso tra materia vulcanica, memoria e rinascita.
A Noto la luce arriva sulle pietre con una lentezza antica. Scivola lungo corso Vittorio Emanuele, accarezza le facciate barocche e, davanti all’ex Convento di Santa Chiara, sembra preparare il terreno a un incontro inatteso: quello tra il bianco caldo della città e il nero profondo dell’Etna. È qui, al civico 147, che dal 7 al 30 agosto prende forma “La voce della cenere”, mostra personale dell’artista catanese Nunzio Fisichella, inaugurata venerdì 7 agosto alle 18,30.
L’esposizione, curata da Paolo Patanè, direttore del sito UNESCO Le Città Tardo Barocche del Val di Noto, è patrocinata dalla Città di Noto – Patrimonio dell’Umanità e dall’assessorato alla Cultura. Per Fisichella, Noto non è soltanto una cornice, rappresenta un ritorno: è una città che ha accompagnato una fase importante della sua maturazione artistica, un “giardino di pietra” capace di entrare idealmente nei grandi bianchi della sua pittura.
Al centro del percorso c’è la materia. Non una materia qualunque, ma quella che arriva dalle viscere della Sicilia e che l’Etna lascia dietro di sé dopo ogni ferita e ogni rinascita: sabbia vulcanica, polvere lavica, pietra, lapilli, cenere. Nelle mani dell’artista questi elementi smettono di essere residui e diventano linguaggio. Raccontano la Sicilia, la sua forza tellurica, la sua memoria geologica e umana; poi, superando il confine dell’isola, parlano a una dimensione più ampia, come dimostra la presenza delle opere di Fisichella in Francia, Belgio, Spagna, Stati Uniti e Svizzera.
Nel testo critico che accompagna la mostra, Patanè individua proprio nella cenere il cuore fisico e filosofico del progetto. L’arte di Fisichella, scrive il curatore, “si sviluppa lungo un viaggio duplice: nella geografia, dentro il tempo reale dei luoghi attraversati, e nella storia, dentro un tempo ideale fatto di memoria, identità e trasformazione. In questa traiettoria la cenere diventa il centro fisico e filosofico della mostra: non un semplice residuo della combustione, ma materia capace di raccontare ciò che finisce e, nello stesso momento, ciò che può rinascere”.
È il paradosso del vulcano: la lava distrugge e, nello stesso movimento, prepara la rigenerazione. Sommerge case, boschi, paesaggi; poi si fa pietra, suolo fertile, nutrimento. E, nel lavoro di Fisichella, si fa arte. Da questa tensione nasce quello che Patanè definisce un “dramma felicissimo”: la possibilità di ricostruire attraverso la distruzione, di trasformare la ferita in immagine, il dolore in superficie, la memoria in forma.
I monocromi dell’artista vivono su questa soglia. Dentro le loro campiture si avverte il peso della materia e insieme la sua apertura simbolica: ci sono l’Etna e i suoi pendii, ma anche orizzonti lontani, fino alle piste del Tibet; c’è la biografia dell’artista, con i suoi viaggi e le sue notti di lavoro, e c’è una domanda più collettiva sul senso dei passaggi, delle perdite, delle trasformazioni.
La notte, per Fisichella, non è solo un tempo operativo. È uno spazio di ascolto, il luogo in cui riaffiorano tracce, ricordi, presenze marginali o dimenticate. Da lì sembrano arrivare molte delle voci che attraversano la mostra: voci basse, sedimentate, simili alla cenere stessa, apparentemente mute eppure capaci di custodire storie.
Nel Val di Noto questo racconto assume un’eco particolare. Le città tardo barocche nate dalla ricostruzione sono la prova storica di una bellezza capace di rispondere alla distruzione con una nuova idea di comunità. Per questo “La voce della cenere” non è soltanto una mostra sulla materia vulcanica: è una riflessione sulla resilienza, sull’immaginazione e sulla possibilità di ricomporre un racconto comune tra natura e cultura, passato e presente, locale e universale.
Nunzio Fisichella – “La voce della cenere”
Mostra personale curata da Paolo Patanè
Dal 7 al 30 agosto 2026, ex Convento di Santa Chiara
Corso Vittorio Emanuele 147, Noto (SR)
Tutti i giorni, dalle 11,00 alle 13,00 e dalle 17,30 alle 21,00
Ingresso libero