Pubblicato il nuovo bando RIPAM per rafforzare Regioni ed enti locali del Mezzogiorno. In Sicilia il numero più alto di assunzioni. Possono partecipare anche laureati triennali. Candidature entro il 23 settembre
PALERMO – Una nuova importante opportunità di lavoro nella Pubblica amministrazione riguarda direttamente la Sicilia. È stato pubblicato il Concorso RIPAM Coesione 2026 per l’assunzione complessiva di 882 specialisti tecnici a tempo indeterminato nelle amministrazioni territoriali del Mezzogiorno.
Alla Sicilia sono destinati 269 posti, il contingente più consistente tra le sette regioni interessate dal bando. Seguono Campania con 237 assunzioni, Puglia con 168, Calabria con 104, Sardegna con 61, Basilicata con 35 e Molise con 8.
I vincitori saranno inquadrati nell’Area dei funzionari e potranno essere destinati non soltanto alla Regione, ma anche a Comuni, Unioni di Comuni, Province e Città metropolitane.
Il personale assunto dovrà essere utilizzato esclusivamente per attività direttamente connesse alle politiche europee di coesione. L’obiettivo è quindi rafforzare gli uffici pubblici chiamati a programmare, realizzare e seguire gli interventi finanziati con le risorse comunitarie.
Chi può partecipare: ammessa anche la laurea triennale
Uno degli aspetti più interessanti del concorso è la possibilità di partecipare anche con alcune lauree triennali.
Il bando individua precisamente i titoli ammessi.
Per le lauree magistrali sono previste le classi:
LM-3 Architettura del paesaggio; LM-4 Architettura e ingegneria edile-architettura; LM-22 Ingegneria chimica; LM-23 Ingegneria civile; LM-24 Ingegneria dei sistemi edilizi; LM-26 Ingegneria della sicurezza; LM-27 Ingegneria delle telecomunicazioni; LM-28 Ingegneria elettrica; LM-30 Ingegneria energetica e nucleare; LM-35 Ingegneria per l’ambiente e il territorio; LM-48 Pianificazione territoriale, urbanistica e ambientale; LM-75 Scienze e tecnologie per l’ambiente e il territorio, oltre ai titoli equiparati previsti dalla normativa.
Per quanto riguarda invece le lauree triennali, possono partecipare i possessori delle classi:
L-7 Ingegneria civile e ambientale; L-17 Scienze dell’architettura; L-21 Scienze della pianificazione territoriale, urbanistica, paesaggistica e ambientale; L-23 Scienze e tecniche dell’edilizia; L-32 Scienze e tecnologie per l’ambiente e la natura.
Non si tratta quindi di un concorso aperto genericamente a tutti i laureati: è necessario possedere uno dei titoli espressamente previsti dal bando o un titolo riconosciuto equiparato/equivalente.
Gli altri requisiti
Oltre al titolo di studio, valgono i normali requisiti per l’accesso al pubblico impiego: maggiore età, godimento dei diritti civili e politici, idoneità fisica allo specifico impiego e assenza delle condizioni che impediscono l’assunzione nella Pubblica amministrazione.
Sono ammessi i cittadini italiani e le altre categorie previste dall’articolo 38 del decreto legislativo 165/2001.
Una sola prova scritta: 40 domande in 60 minuti
La selezione è particolarmente interessante anche per la sua struttura: il concorso prevede una prova scritta, svolta mediante strumenti informatici e piattaforme digitali.
Saranno somministrati 40 quesiti a risposta multipla da risolvere in 60 minuti, con un punteggio massimo di 30 punti.
Nel dettaglio, 25 domande riguarderanno le conoscenze specialistiche: fondi strutturali europei, rischio idrogeologico e sismico, valutazione ambientale, lavori pubblici, gestione del territorio, sicurezza nei cantieri, infrastrutture viarie, tecnica delle costruzioni, pianificazione urbanistica, beni culturali, edilizia e urbanistica, estimo, catasto, topografia ed espropriazioni. Sono comprese anche conoscenze di inglese di livello B1 e competenze informatiche e digitali.
Altri 8 quesiti serviranno a valutare capacità logico-deduttiva e ragionamento critico-verbale, mentre 7 saranno quesiti situazionali, basati su problemi e situazioni concrete che possono verificarsi sul posto di lavoro.
Per superare la prova occorrerà ottenere almeno 21 punti su 30. Per le domande di conoscenza e logica una risposta esatta vale +0,75, una mancata risposta zero e una risposta errata comporta una penalizzazione di -0,25.
Come presentare la domanda
Le candidature sono già aperte e dovranno essere presentate esclusivamente online attraverso il portale inPA.
Per chi vuole concorrere per uno dei 269 posti siciliani il codice da selezionare è ST/SIC. Ogni candidato può presentare domanda per un solo ambito territoriale.
Per accedere alla procedura è necessario autenticarsi mediante SPID, CIE, CNS o eIDAS, compilare il curriculum sul portale e disporre di una PEC personale o di un domicilio digitale intestato al candidato.
È inoltre previsto il pagamento di una quota di partecipazione di 10 euro, che deve essere versata entro la scadenza della domanda e non è rimborsabile.
Le candidature sono aperte dal 24 agosto e potranno essere inoltrate fino alle ore 23:59 del 23 settembre 2026. Dopo la scadenza il sistema non consentirà più l’invio.
Bando ufficiale e candidatura sul portale inPA
Posti riservati
Il bando contiene anche diverse riserve previste dalla normativa. In particolare, il 10% dei posti di ciascun ambito territoriale è riservato alle persone con disabilità previste dalla legge 68/1999. Sono inoltre previste quote per volontari delle Forze armate, servizio civile e alcune categorie di personale che abbia maturato i requisiti indicati dal bando. Le riserve complessive non possono comunque superare la metà dei posti messi a concorso.
Perché queste assunzioni sono importanti per la Sicilia
L’operazione è finanziata nell’ambito del Programma Nazionale Capacità per la Coesione 2021-2027 (PN CapCoe) e nasce proprio dall’esigenza di aumentare la capacità amministrativa degli enti del Mezzogiorno.
La Sicilia, con 269 posti su 882, riceve la quota numericamente più alta dell’intero nuovo contingente.
Non si tratta soltanto, dunque, di una significativa opportunità occupazionale per ingegneri, architetti, pianificatori e altri laureati nelle discipline tecniche ammesse. L’obiettivo dichiarato è mettere a disposizione degli enti personale stabile e specializzato capace di seguire progettazione, procedure, lavori e programmi finanziati attraverso le politiche di coesione.
Una carenza di competenze e personale che, soprattutto nei Comuni, può tradursi in ritardi nella progettazione, nell’esecuzione e nella rendicontazione degli interventi.
Per 269 professionisti, invece, il bando rappresenta soprattutto una possibilità concreta di entrare a tempo indeterminato nella Pubblica amministrazione siciliana.