Distributori chiusi a Licata, la città contesta il provvedimento: «Sicurezza stradale unica motivazione, ma si poteva trovare un’alternativa»

LICATA – Non si placa la polemica sulla chiusura di due distributori di carburante nel centro urbano di Licata. Se il sindaco Angelo Balsamo ha ribadito che il provvedimento è stato adottato per ragioni di sicurezza stradale, citando accertamenti della Polizia municipale, una parte sempre più ampia della città contesta nel merito e nel metodo la decisione.

Nel corso dell’intervista diffusa sui social, il primo cittadino ha anche citato Totò, richiamando il tema del rispetto delle regole. Un riferimento che, secondo molti cittadini, è apparso fuori contesto rispetto alla complessità della vicenda e alle conseguenze concrete del provvedimento su servizi e occupazione.

Un elemento emerge con chiarezza: nel provvedimento di revoca l’unica motivazione esplicitamente richiamata è quella legata alla sicurezza stradale. Non viene citata alcuna norma che vieti in modo assoluto la presenza di distributori di carburante all’interno dei centri urbani. Al contrario, in quasi tutti i Comuni siciliani – come avviene anche nel resto d’Italia – gli impianti sono collocati in aree centrali, senza che ciò costituisca automaticamente un problema di compatibilità urbanistica o di sicurezza.

Il nodo, piuttosto, riguarda il fatto che gli impianti interessati non disponevano di una sede propria, insistendo su suolo pubblico. Una criticità reale, ma che secondo molti cittadini e operatori avrebbe potuto essere affrontata con soluzioni alternative, evitando di arrivare direttamente alla revoca delle autorizzazioni.

La domanda che rimbalza nel dibattito pubblico è chiara: era davvero inevitabile chiudere, o si poteva concedere altro spazio pubblico, rimodulare la carreggiata o individuare una diversa organizzazione degli spazi? Interventi che avrebbero potuto sanare la criticità mantenendo attivo un servizio ritenuto essenziale.

Anche perché la maggioranza della città sembra schierarsi a tutela del servizio e dei posti di lavoro. Il distributore nel centro urbano rappresentava un punto di riferimento per molti residenti e soprattutto per chi si muove quotidianamente in scooter e motocicli, mezzi largamente diffusi a Licata. La chiusura costringe ora a spostamenti più lunghi verso la periferia, con maggior traffico e ulteriori disagi.

Sul piano politico, cresce inoltre la percezione di una applicazione selettiva del principio di legalità. In molti fanno notare come altre gravi criticità della sicurezza stradale – dalle buche pericolose al dissesto diffuso della viabilità – non abbiano prodotto provvedimenti altrettanto drastici.

Il risultato è una città divisa, ma con una posizione sempre più diffusa: la sicurezza stradale è un obiettivo sacrosanto, ma andava perseguito attraverso soluzioni proporzionate e condivise, capaci di tutelare allo stesso tempo l’incolumità pubblica, i servizi essenziali e l’occupazione.

Una vicenda che continua ad alimentare il confronto e che pone una questione di fondo: tra applicazione rigida delle regole e buon governo del territorio, esisteva una terza strada che non è stata percorsa?

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