Iniziato il cammino della manovra finanziaria a Sala d’Ercole, ma l’esordio per il governo Schifani è stato tutt’altro che agevole. Nei primi passaggi in Aula, l’esecutivo è andato sotto due volte, tra ostruzionismo dell’opposizione e il peso decisivo dei franchi tiratori.
Il primo stop è arrivato su un emendamento al bilancio presentato dal Movimento 5 Stelle, a prima firma della deputata Roberta Schillaci. La proposta, che destina nove milioni di euro in tre anni ai piani di edilizia scolastica pubblica, è stata approvata con 33 voti favorevoli e 28 contrari, nonostante il parere contrario espresso sia dal governo sia dalla commissione Bilancio.
Dopo il voto, e in vista dell’esame di emendamenti considerati ancora più rilevanti, il presidente di turno dell’Ars, il pentastellato Nuccio Di Paola, ha disposto la sospensione della seduta.
Alla ripresa dei lavori, però, il governo è caduto nuovamente, sempre a scrutinio segreto. Questa volta è stato bocciato un emendamento presentato dall’esecutivo su proposta dell’assessore regionale all’Istruzione, Mimmo Turano, che prevedeva l’aumento delle risorse destinate alle scuole dell’infanzia private. Il risultato del voto è stato netto: 22 sì e 33 no.
Considerando che l’opposizione conta 23 deputati, l’esito del voto segreto indica la presenza di almeno dieci franchi tiratori tra le fila della maggioranza, ma il numero potrebbe essere anche più alto.
Nonostante le difficoltà, il presidente della Regione Renato Schifani si è detto fiducioso:
«Porteremo a casa una Finanziaria fatta di norme importanti per lo sviluppo della Sicilia».
Durissimo il commento dell’assessore Turano dopo la bocciatura dell’emendamento:
«Nutro profondo rispetto per il Parlamento siciliano e per le decisioni assunte dall’Aula, ma non posso che restare basito per la richiesta di voto segreto avanzata dal Movimento 5 Stelle. Con il voto di oggi si mette a rischio un servizio essenziale».
Turano ha ricordato che le sezioni primavera, rivolte ai bambini dai 24 ai 36 mesi, rappresentano un passaggio fondamentale nel sistema educativo 0-6 anni. In Sicilia sono attive 265 sezioni, di cui 245 gestite da istituti paritari privati e 20 da scuole statali.
«Il Parlamento regionale – ha concluso – si assume la responsabilità di mettere a rischio un servizio socio-educativo disciplinato a livello nazionale».