Licata, scempio Omnia: deputati all’attacco tra rifiuti bruciati e immobilismo regionale. “Una bomba ecologica a cielo aperto”

LICATA – A quasi due anni dal rogo che ha devastato l’impianto di stoccaggio Omnia, i cumuli di rifiuti combusti restano lì: immobili, neri, esposti alla pioggia e al vento, a pochi passi dal centro abitato. È uno scenario che i deputati regionali definiscono senza mezzi termini uno “scempio”, quello emerso durante il sopralluogo congiunto svolto oggi pomeriggio da Angelo Cambiano (M5S), Michele Catanzaro (PD) e Ismaele La Vardera (Controcorrente).

L’ispezione ha riacceso i riflettori su quella che viene definita una “ferita aperta” per la città, evidenziando un rimpallo di responsabilità che lascia i cittadini esposti a potenziali rischi sanitari.

Particolarmente duro l’intervento di Ismaele La Vardera, che ha messo in contrasto la realtà licatese con i recenti riconoscimenti istituzionali: «Quello che vedete alle mie spalle è la dimostrazione che il premio “Custode dell’Ambiente” ricevuto da Schifani è, in realtà, un premio alla devastazione», ha tuonato il deputato. La richiesta è chiara: l’assessore regionale competente deve recarsi sul posto immediatamente. «I cittadini di Licata non possono più guardare in silenzio questo disastro», ha concluso.

A fornire il quadro tecnico e amministrativo del disastro è Angelo Cambiano, padrone di casa e promotore dell’iniziativa. «Tra poco saranno trascorsi due anni da quando divampò l’incendio, ma non sappiamo ancora i reali effetti sulla salute, al di là delle rassicurazioni», spiega il deputato pentastellato.

Cambiano punta il dito contro il mancato rispetto delle regole: «Perché non sono state ottemperate le prescrizioni dell’Arpa che chiedevano di coprire i rifiuti per evitare il contatto con gli agenti atmosferici?». E denuncia l’immobilismo burocratico: «Nel 2024 erano stati impegnati 70.000 euro per la caratterizzazione dei rifiuti. Non sono mai stati spesi. Quell’analisi non è mai stata fatta».

Per Michele Catanzaro, quella di oggi è l’ennesima tappa di un percorso frustrante. «È il mio secondo o terzo sopralluogo – racconta l’esponente Dem – e non è cambiato nulla». Catanzaro definisce la Regione “sorda” di fronte al grido d’allarme di un territorio che vive una preoccupazione sanitaria costante. «Sarebbe stato bello vedere Schifani ritirare il suo premio qui, qualche settimana fa, per fargli comprendere che siamo in una provincia martoriata», ha aggiunto con sarcasmo, sottolineando come le passerelle degli assessori regionali, finora, abbiano prodotto solo titoli di giornale e nessun fatto concreto.

Il fronte comune delle opposizioni, sostenuto anche dalla presenza di deputati nazionali Ida Carmina e Giovanna Iacono chiede ora una data certa per la rimozione dei rifiuti e la messa in sicurezza dell’area, promettendo di non abbassare la guardia finché le ruspe non entreranno in azione.

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