LICATA – Doveva rappresentare una riorganizzazione moderna ed efficiente degli uffici comunali. Ma per molti cittadini il trasferimento progressivo degli uffici del Comune di Licata all’ex Parnaso si starebbe trasformando in un vero percorso ad ostacoli.
Negli ultimi giorni stanno infatti aumentando proteste e segnalazioni legate ai servizi anagrafici e, in particolare, al rilascio delle carte d’identità.
Emblematica la denuncia pubblicata sui social da una cittadina licatese, costretta – secondo il suo racconto – a tornare a casa senza riuscire a rinnovare il documento nonostante un secondo tentativo effettuato alle prime ore del mattino.
Nel post si parla:
- di file all’alba;
- di numeri contingentati;
- di un solo computer funzionante;
- dell’impossibilità di prenotare fisicamente;
- e di un sistema online che non funzionerebbe regolarmente.
Una situazione che, se confermata, aprirebbe interrogativi pesanti sull’organizzazione dei servizi essenziali al cittadino.
E tutto questo arriva in un momento particolarmente delicato.
Il trasferimento degli uffici comunali all’ex Parnaso è stato infatti annunciato come parte della riorganizzazione amministrativa dell’Ente.
Secondo quanto comunicato ufficialmente, nei mesi scorsi sono stati trasferiti:
- Stato Civile;
- AIRE;
- Immigrazione;
- e altri servizi comunali.
Ma la scelta continua a suscitare forti perplessità tra cittadini e utenti.
L’ex Parnaso si trova infatti in una zona che molti ritengono poco adeguata ad ospitare servizi pubblici ad alta affluenza:
- marciapiedi insufficienti o assenti;
- collegamenti urbani limitati;
- carenza di trasporto pubblico;
- difficoltà di accesso per anziani e persone fragili;
- parcheggi non adeguati.
E tutto questo arriva a ridosso di una scadenza importante prevista dalla normativa nazionale:
la progressiva dismissione della vecchia carta d’identità cartacea in favore della Carta d’Identità Elettronica (CIE).
Circostanza che sta inevitabilmente aumentando il numero di cittadini costretti a rivolgersi agli uffici anagrafici per il rilascio del nuovo documento elettronico.
Molti cittadini si chiedono:
- perché non si sia pianificato meglio il trasferimento;
- se gli uffici dispongano realmente di attrezzature sufficienti;
- e come sia possibile che un servizio fondamentale come il rilascio della carta d’identità venga rallentato dalla presenza di “un solo computer funzionante”, come denunciato pubblicamente.
La sensazione crescente è quella di una macchina amministrativa che continui a procedere senza una reale programmazione preventiva, scaricando poi disagi e inefficienze direttamente sui cittadini.
E mentre Palazzo di Città parla di “riorganizzazione”, molti licatesi parlano invece di:
- caos;
- disservizi;
- e perdita di dignità nei rapporti con la pubblica amministrazione.
Perché in una città normale, per ottenere una carta d’identità, non si dovrebbe essere costretti ad arrivare davanti agli uffici comunali alle sei del mattino sperando di rientrare tra i primi venti utenti della giornata.