Il leader autonomista promuove l’operato del presidente della Regione: «Ha rilanciato la Sicilia, mi meraviglierei di una soluzione diversa». Poco più di un anno fa, durante una visita al dissalatore di Porto Empedocle, Schifani pronunciava parole durissime sull’Mpa. Sullo sfondo la riforma elettorale e l’ipotesi di un election day tra Politiche e Regionali.
CATANIA – Sembrano lontani i tempi delle forti tensioni tra Renato Schifani e Raffaele Lombardo. Il leader del Movimento per l’Autonomia oggi promuove senza mezzi termini l’operato del presidente della Regione e manda un segnale politico piuttosto chiaro anche sul possibile secondo mandato a Palazzo d’Orléans.
«Al di là di quello che dicono sul secondo mandato, io leggo giudizi più che positivi su Schifani. Va bene, ha rilanciato la Sicilia, ha lavorato bene. Non ho sentito una voce di dissenso a tal proposito. Quindi mi meraviglierei che all’ultimo momento si pensasse di fare una soluzione diversa», ha dichiarato Lombardo all’agenzia Italpress, a margine dell’inaugurazione della mostra fotografica “Il sogno spezzato – L’orizzonte politico e familiare di Piersanti Mattarella”, ospitata al Museo Diocesano di Catania.
Parole che assumono un significato politico ancora maggiore se messe a confronto con quanto accadeva poco più di un anno fa.
Era il 26 luglio 2025 e Schifani si trovava in visita al dissalatore di Porto Empedocle. Durante una conversazione con il deputato regionale di Forza Italia Riccardo Gallo, il presidente della Regione, riferendosi agli autonomisti e dopo le tensioni interne alla maggioranza, si lasciò sfuggire una frase destinata a fare rumore: «Questi dell’Mpa li tengo ancora per poco». Nello stesso colloquio Schifani si espresse in termini particolarmente duri anche nei confronti di Roberto Di Mauro. L’episodio venne ripreso dalle telecamere e diventò rapidamente un caso politico.
Da allora, evidentemente, molto è cambiato. Le tensioni sono state progressivamente ricomposte e oggi è proprio Lombardo a riconoscere pubblicamente i risultati ottenuti dal governo regionale e a dichiararsi sorpreso dall’eventualità che il centrodestra possa scegliere una soluzione diversa dalla ricandidatura dell’attuale governatore.
Ma le dichiarazioni dell’ex presidente della Regione guardano anche a ciò che sta accadendo a Roma.
Lombardo individua infatti nella fine di settembre il momento decisivo per comprendere quale sarà il destino della riforma della legge elettorale nazionale.
«Secondo me, di importanza fondamentale, è vedere cosa succede entro fine mese e cioè capire se, finalmente, questa riforma elettorale per le elezioni politiche, per Camera e Senato, passa o non passa. Quello sarà il punto di svolta», ha dichiarato.
Un passaggio che potrebbe avere conseguenze dirette anche sul calendario politico siciliano. Secondo Lombardo, infatti, starebbe prendendo corpo l’ipotesi di far coincidere le prossime elezioni politiche con quelle regionali.
«Per quanto riguarda la Regione, credo che ormai ci si orienta per votare lo stesso giorno, sia per le politiche sia per le regionali».
Uno scenario che aprirebbe la strada a un vero e proprio election day e che renderebbe ancora più importante definire per tempo gli equilibri e le candidature delle coalizioni.
E sul nome di Schifani, almeno per quanto riguarda Lombardo, il messaggio appare oggi piuttosto netto.
Dal «Questi dell’Mpa li tengo ancora per poco», pronunciato durante quella visita al dissalatore di Porto Empedocle, al «Ha rilanciato la Sicilia, ha lavorato bene» pronunciato oggi da Lombardo.
La politica siciliana è abituata a scontri, ricomposizioni e nuovi equilibri. Ma a poco più di un anno di distanza, quelle parole raccontano meglio di molte analisi quanto siano cambiati i rapporti tra il presidente della Regione e gli autonomisti.