La Sicilia è terra di bellezza, storia e contrasti, ma è anche custode di un patrimonio culturale che rischia di scomparire. Ieri sera, nel suggestivo Foyer del Teatro Re Grillo, è stata celebrata una preziosa eredità, raccontata attraverso L’Ultimo Custode, il nuovo romanzo di Tony Rocchetta.
Il libro, al centro dell’evento, è molto più di una storia d’amore verso la propria terra, le proprie origini e la riscoperta di antiche tradizioni: è un atto di resistenza culturale. Con una narrazione che abbraccia luoghi simbolici come il Giardino della Kolymbethra e la Finziade, Tony Rocchetta ci guida in una Sicilia che rivendica il proprio passato, simboleggiato dal grano “Chiattulidda Licatisi”. Questo grano antico, riscoperto con impegno e passione, rappresenta un ponte tra generazioni, una metafora di speranza e di rinascita. La serata non è stata una semplice presentazione letteraria. Canti, poesie e racconti si sono alternati, regalando al pubblico un’esperienza davvero unica ed immersiva. Vera Cantavenera e Giuseppe Lo Pilato, hanno toccato il cuore dei presenti con le loro narrazioni appassionate, mentre Ignazio Enrico Marchese, Lorenzo Perotore e Mel Vizzi, hanno creato un’atmosfera magica con i loro canti. La “Cumpagnia du Cuntastorie” ha poi completato il quadro della serata, riportando in vita le tradizioni popolari di una Sicilia antica e vibrante.
L’evento è stato possibile grazie al sostegno del Sindaco di Licata Dott. Angelo Balsamo e dell’amministrazione comunale, che hanno dimostrato di credere nel valore della cultura come strumento per unire, educare e preservare.
L’Ultimo Custode non è solo un libro: è un messaggio. È la dimostrazione che la cultura può essere il vero collante di una comunità e il seme di un futuro più consapevole.
