LICATA – Secondo i dati del SIAS, nelle ultime 48 ore sul territorio di Licata sono caduti tra i 26 e i 28 millimetri di pioggia, mentre nell’entroterra si sono sfiorati i 50 millimetri nello stesso arco temporale. Valori che, sul piano strettamente pluviometrico, non risultano eccezionali per l’area costiera, ma che hanno comunque causato gravi disagi in diverse zone della città.
Particolarmente colpiti il quartiere Fondachello Playa e la piana di Mollarella, dove si sono registrati allagamenti diffusi, difficoltà alla viabilità e disservizi per residenti e attività economiche. 👉🏻GUARDA IL VIDEO
Una situazione che, secondo le prime valutazioni, non sarebbe riconducibile esclusivamente alla quantità di pioggia caduta, quanto piuttosto al mancato deflusso delle acque verso il mare.
A determinare l’emergenza sarebbero state probabili ostruzioni dei canali di scolo e dei canoloni, che avrebbero impedito il regolare smaltimento delle acque meteoriche, causando ristagni e allagamenti anche in presenza di precipitazioni non particolarmente intense.
Diversa la situazione del fiume Salso, che pur avendo raggiunto i livelli di guardia, non ha provocato danni significativi. Un elemento che rafforza l’ipotesi secondo cui le criticità riscontrate in ambito urbano siano legate principalmente a carenze strutturali e manutentive, più che a un evento meteorologico eccezionale.
Le conseguenze non sono state solo per i residenti: diverse attività commerciali nelle zone interessate sono state costrette a chiudere temporaneamente, con ricadute economiche immediate. Una situazione che riaccende il dibattito sulla manutenzione ordinaria e straordinaria delle opere di drenaggio, ritenuta da molti operatori e cittadini insufficiente rispetto alle esigenze del territorio.
L’episodio conferma come anche precipitazioni di entità moderata possano trasformarsi in un problema serio in assenza di un sistema efficiente di raccolta e smaltimento delle acque piovane, rendendo urgente un intervento strutturale per prevenire il ripetersi di simili disagi.