PALERMO – Un’esplosione nel centrodestra siciliano. La provocazione è arrivata dal vicepremier Matteo Salvini, che durante una conferenza stampa sul voto in Veneto, Campania e Puglia ha lanciato una frase destinata a far discutere: “In Sicilia avremo qualche suggerimento da dare” sulle candidature in vista delle prossime regionali.
La reazione in forze – soprattutto da parte di Forza Italia — non si è fatta attendere. Il coordinatore regionale azzurro, Marcello Caruso, ha definito quelle parole come “consigli non richiesti”, sottolineando la propria contrarietà ad intromissioni esterne. “Forza Italia guida la Sicilia — ha dichiarato — e vanta risultati eccellenti con l’attuale governo”.
🎯 Un confronto che alza la temperatura
Secondo il quotidiano siciliano, la frase di Salvini ha fatto cadere un’ombra su quello che nelle ultime settimane tutti prospettavano come un centrodestra compatto.
Un riferimento che sembra pesare sul futuro della coalizione, in un momento in cui la Regione è alle prese con importanti scadenze (legge di bilancio, manovre…) e in vista delle prossime elezioni regionali.
Ripartenza e rivendicazioni: la versione di Forza Italia
Da Palazzo d’Orleans non sono arrivate repliche ufficiali — il silenzio, secondo ambienti vicini a Renato Schifani, suggella la linea di “serrare i ranghi e continuare a governare”.
Gasparri, esponente azzurro al Senato, ha difeso la primazia di Forza Italia: “È chiaro che siamo noi a guidare e guideremo anche in futuro”, ha incalzato, rigettando qualsiasi ipotesi di supplenza da parte della Lega.
Caruso ha poi rilanciato sottolineando che i dati economici e di governance della Regione — citando fonti come l’Istat e la Banca d’Italia — danno ragione al loro operato, e che non c’è bisogno di consigli da «altri».
Sfavorevoli all’idea di un “suggeritore esterno”
Nel dibattito è intervenuto anche il coordinamento regionale del Movimento per l’Autonomia (Mpa-“Grande Sicilia”), che ha bollato la proposta di Salvini come «inopportuna e intempestiva». Secondo il partito autonomista, la mossa arriverebbe in un momento delicato — con alle porte l’esame della Finanziaria regionale e un quadro politico già fragile.
E anche nella Lega siciliana — pur cercando di stemperare — si prova a ridurre l’impatto delle dichiarazioni del leader nazionale.