La presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è recata oggi, mercoledì 28 gennaio, a Niscemi, il centro del Nisseno duramente colpito dalla frana innescata dal recente maltempo. Prima dell’arrivo in Municipio, la premier ha sorvolato l’area interessata dal dissesto in elicottero insieme al capo della Protezione civile nazionale Fabio Ciciliano, per rendersi conto direttamente dell’estensione dei danni e della criticità del territorio.
In Comune Meloni ha preso parte a una riunione operativa con il sindaco Massimiliano Conti e con il presidente dell’Assemblea regionale siciliana Gaetano Galvagno, facendo il punto sull’emergenza e sulle prime risposte da mettere in campo. Un incontro definito “concreto” dal primo cittadino, che ha sottolineato come la visita non fosse stata preannunciata: «La premier ha voluto vedere i luoghi colpiti dalla frana, ha chiesto una ricostruzione fotografica e soprattutto ha voluto conoscere nel dettaglio la situazione delle persone rimaste senza casa».
Al centro del confronto, più che le cifre, la tempistica degli interventi. Conti ha spiegato che Meloni ha chiesto numeri precisi sugli sfollati e sulle condizioni attuali delle famiglie coinvolte, ribadendo la necessità di un cronoprogramma chiaro: «Non abbiamo parlato di importi, vanno quantificati – ha detto – ma ho chiesto al governo la massima attenzione e tempi certi. L’esperienza del 1997 ci ha insegnato che la ricostruzione non può trascinarsi per anni». La premier, secondo quanto riferito dal sindaco, vuole un “timing puntuale”, scandito non in mesi ma in giorni e settimane, con un nuovo incontro già previsto per definire gli interventi di messa in sicurezza, dalla SP 11 al Belvedere, fino alla ricostruzione o alla riallocazione delle abitazioni distrutte.
Sullo sfondo resta l’emergenza più ampia legata al ciclone Harry. Il presidente della Regione Renato Schifani, intervenendo a Sky Tg24, ha parlato di danni complessivi in Sicilia che sfiorerebbero i due miliardi di euro. A Niscemi è stata istituita una zona rossa nel raggio di 150 metri dalla frana, con l’evacuazione totale delle abitazioni interessate e un presidio costante per garantire la sicurezza. La maggior parte degli sfollati ha trovato sistemazione presso parenti o amici; solo una ventina di persone ha scelto la palestra comunale messa a disposizione.
Schifani ha rivendicato la tempestività dell’intervento regionale: 90 milioni di euro già stanziati con un decreto in fase di adozione, che consentirà l’erogazione quasi immediata di 5.000 euro a famiglia e ulteriori ristori per le attività commerciali danneggiate. «La frana è dinamica e va monitorata – ha spiegato – ma sotto il profilo della tutela dei cittadini la situazione è sotto controllo». Il governatore ha inoltre annunciato l’avvio di uno studio per un piano urbanistico di ricostruzione parziale, lontano dall’area a rischio.
Resta però una sensazione diffusa di attesa. Le parole rassicuranti e la presenza delle istituzioni ai massimi livelli rappresentano un segnale importante per una comunità ferita, ma la vera partita si giocherà sulla capacità di tradurre sopralluoghi e riunioni in cantieri, decisioni rapide e tempi certi. A Niscemi, più delle promesse, si guarda ora al calendario. Perché l’emergenza non diventi, ancora una volta, una lunga normalità.