Nomina Tardino all’Autorità portuale, dalla Regione segnali di distensione: rinviata l’udienza al Tar

Sembra avviarsi verso la conclusione lo scontro politico e istituzionale sulla nomina di Annalisa Tardino alla guida dell’Autorità portuale. Dopo mesi di tensioni e un ricorso al Tar che aveva acceso il confronto tra il presidente della Regione Renato Schifani e il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, da Palazzo d’Orléans arrivano segnali di distensione.

Nel giorno fissato per l’udienza di merito davanti al Tribunale amministrativo regionale, i legali della Regione Siciliana hanno chiesto il rinvio del procedimento. Una mossa che viene letta come un chiaro segnale di raffreddamento del contenzioso, dopo la bufera politica che aveva accompagnato la nomina dell’ex eurodeputata della Lega.

Già a settembre la Regione aveva mostrato un atteggiamento più morbido, rinunciando alla richiesta di sospensiva dell’atto ministeriale. Ora, con la richiesta di rinvio dell’udienza e l’assenza di una nuova data fissata dal Tar, l’impressione è che la vicenda possa avviarsi verso una chiusura definitiva.

Un ulteriore segnale era arrivato poco prima di Natale, quando Schifani, intervenendo a un evento al Molo Trapezoidale, aveva pubblicamente riconosciuto l’impegno della neo commissaria: “Ho sempre stimato l’avvocato Tardino – aveva dichiarato – ce la sta mettendo tutta. Pasqualino Monti ha fatto sognare Palermo, siamo certi che farà lo stesso Annalisa”.

Formalmente, la richiesta di rinvio è motivata dalla necessità di ulteriori approfondimenti, anche alla luce degli ultimi provvedimenti adottati dal commissario straordinario, che – secondo la Regione – sta operando “con impegno e competenza nello svolgimento del proprio mandato”. Tra gli atti apprezzati figurerebbe anche la conferma del direttore generale Luca Lupi, figura chiave per garantire continuità amministrativa dopo l’uscita di Pasqualino Monti.

Al di là degli aspetti procedurali, il quadro politico appare cambiato: quella che per mesi è stata una diatriba accesa, in un momento delicato per gli equilibri della maggioranza regionale e con un rimpasto di governo alle porte, sembra ora destinata a spegnersi.

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