La nave Arctic Metagaz trasporta centinaia di tonnellate di carburante. Monitoraggio di Marina e Guardia Costiera
LAMPEDUSA – Una petroliera russa alla deriva nel Mediterraneo si starebbe avvicinando alle acque di Lampedusa, suscitando preoccupazione per i possibili rischi ambientali. La notizia è stata riportata dal TG1 attraverso un breve video diffuso sui social.
La nave, la Arctic Metagaz, è lunga circa 277 metri e trasporterebbe circa 900 tonnellate di gasolio oltre a due serbatoi di gas liquefatto. L’equipaggio avrebbe abbandonato l’imbarcazione dopo alcune esplosioni avvenute nei giorni scorsi.
Monitoraggio delle autorità
La situazione è sotto controllo da parte delle autorità italiane. Sul posto stanno operando unità della Marina Militare, mezzi antinquinamento del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e un velivolo della Guardia Costiera impegnato nel monitoraggio dell’area.
Le autorità di Malta hanno inoltre disposto che tutte le navi in transito mantengano una distanza di almeno cinque miglia dall’imbarcazione.
I trenta membri dell’equipaggio che si trovavano a bordo al momento dell’incidente sono stati messi in salvo.
Il contesto internazionale
Secondo quanto riferito, la Russia ha accusato l’Ucraina di aver compiuto un “attacco terroristico” contro la nave. La Arctic Metagaz figurerebbe infatti tra le imbarcazioni sanzionate da Stati Uniti e Unione Europea perché ritenuta parte della cosiddetta “flotta ombra” utilizzata da Russia per commerciare prodotti energetici aggirando le restrizioni internazionali.
Il sindaco: “Situazione sotto controllo”
«La situazione è governata dalle autorità italiane, in questo momento mi sento rassicurato», ha dichiarato il sindaco delle Isole Pelagie Filippo Mannino. Le operazioni di monitoraggio proseguono per valutare eventuali rischi per l’ambiente e per la navigazione nell’area.