Il leader di Sud chiama Nord raccoglie la sfida del confronto con gli elettori e allarga la platea dei contendenti. Nel centrosinistra siciliano sale l’affollamento: quattro disponibilità già sul tavolo e altri nomi che restano in attesa.
«Se il campo largo decide di fare le primarie, io mi candido. Che problema c’è?». È netta la posizione con cui Cateno De Luca torna a inserirsi nel dibattito sulla scelta del candidato alla presidenza della Regione in vista delle elezioni del 2027. Il leader di Sud chiama Nord rivendica la propria abitudine a misurarsi con il voto popolare e rilancia il metodo dei gazebo come strumento per sottrarre la partita alle logiche delle segreterie di partito.
Nel suo intervento, De Luca racconta di aver anticipato la propria disponibilità al coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle, Nuccio Di Paola, in un incontro a Gela. «Lui mi ha detto che si candiderà pure lui, e io sono felice: più siamo i candidati, più democrazia c’è», sottolinea il sindaco di Taormina, che legge la moltiplicazione delle disponibilità come un segnale di vitalità e non di frammentazione: «Più i siciliani sceglieranno il meglio».
L’uscita di De Luca cade in una fase in cui il centrosinistra siciliano è ancora diviso proprio sul metodo. Il segretario regionale del Pd, Anthony Barbagallo, spinge per le primarie di coalizione come via per individuare il nome unitario. Il Movimento 5 Stelle, invece, frena: Di Paola ritiene che la consultazione ai gazebo, alla luce dell’esperienza del 2022, rischi di rivelarsi divisiva, e propone di partire dal programma — sanità, acqua, rifiuti, lavoro, infrastrutture — prima ancora che dai nomi. Sul tavolo del confronto, che nelle scorse settimane si è riunito a Palermo al Centro Studi Pio La Torre, restano dunque aperte entrambe le ipotesi: candidato condiviso o primarie.
Oltre a De Luca, sul fronte progressista hanno già sciolto la riserva Nuccio Di Paola (M5S), Ismaele La Vardera (Controcorrente) e Antonello Cracolici (Pd). Tra i nomi che continuano a circolare figurano inoltre l’eurodeputato Giuseppe Antoci (M5S) e l’ex ministro Peppe Provenzano (Pd).
Il confronto delle prossime settimane dirà se il campo largo saprà trasformare le molte disponibilità in una candidatura unitaria o se sarà davvero la strada dei gazebo a designare lo sfidante del centrodestra.