Ribera, Malattie infettive ancora senza primario: anche il concorso finisce nel nulla

L’unico candidato non si presenta al colloquio e la procedura va deserta. Una vicenda che si trascina dal 2022 e riaccende il problema della difficoltà di garantire specialisti e figure apicali negli ospedali della provincia

RIBERA – Ancora una battuta d’arresto per il reparto di Malattie infettive e tropicali dell’ospedale “Fratelli Parlapiano” di Ribera. Il tentativo di assegnare finalmente un primario a tempo indeterminato si è concluso con un nulla di fatto: l’unico candidato ammesso alla selezione, il medico Giuseppe Rotondo, non si è presentato alla prova colloquio, facendo di fatto andare deserta la procedura.

Un epilogo che prolunga una situazione iniziata ormai oltre quattro anni fa e che lascia ancora senza una guida stabile un reparto particolarmente importante per l’offerta sanitaria del territorio.

La vicenda ha origine nel gennaio 2022, quando Fabrizio Pulvirenti lasciò la direzione dell’unità operativa.

Nel maggio dello stesso anno l’Asp di Agrigento avviò una prima selezione per l’affidamento di un incarico biennale. A vincerla fu proprio Giuseppe Rotondo, che successivamente si dimise per motivi personali.

Da allora il percorso per arrivare a una soluzione definitiva si è rivelato particolarmente complicato.

Nel 2024 è stata avviata la procedura per conferire l’incarico di direzione a tempo indeterminato, ma anche questa volta l’iter si è trasformato in una corsa a ostacoli.

Ventiquattro specialisti avevano rinunciato alla commissione

Emblematiche sono state le difficoltà incontrate persino nella costituzione della commissione esaminatrice.

Secondo quanto emerso, ben 24 specialisti contattati in diverse parti d’Italia avrebbero rifiutato di farne parte, determinando un notevole rallentamento della procedura.

Una volta superato anche questo ostacolo e costituita la commissione, sembrava finalmente possibile arrivare alla conclusione del concorso.

Ma alla prova decisiva è arrivato un nuovo stop: l’unico candidato non si è presentato al colloquio.

Il risultato è che, dopo un iter lungo e complesso, il reparto resta ancora una volta senza un primario titolare.

Un problema che va oltre il singolo concorso

La vicenda del “Fratelli Parlapiano” pone inevitabilmente una questione più ampia sulla capacità della sanità pubblica di attrarre medici specialisti e dirigenti nelle strutture ospedaliere periferiche.

Il fatto che una selezione per un incarico apicale registri un solo candidato e che quest’ultimo non si presenti al colloquio rappresenta un segnale che merita attenzione.

Ancora più significativo appare il precedente rifiuto di numerosi specialisti di partecipare alla commissione.

La questione, dunque, non può essere ridotta alla semplice conclusione negativa di una procedura amministrativa. Occorre interrogarsi sulle ragioni per cui determinati incarichi risultino poco attrattivi e su quali strumenti possano essere messi in campo per garantire stabilità alle strutture sanitarie della provincia.

Malattie infettive, un reparto strategico

La presenza di una guida stabile assume ancora maggiore rilevanza quando si parla di Malattie infettive e tropicali.

Gli ultimi anni hanno dimostrato quanto sia importante disporre sul territorio di reparti preparati ad affrontare non soltanto le emergenze epidemiche, ma anche patologie infettive che richiedono competenze specialistiche, percorsi diagnostici dedicati e capacità di coordinamento con gli altri servizi sanitari.

Il tema torna di particolare attualità anche alla luce dell’attenzione che in questi giorni si sta concentrando in Sicilia sulle malattie infettive e sulla prevenzione.

Adesso serve una soluzione

Dopo l’ennesimo concorso andato a vuoto, sarà quindi necessario capire quali iniziative intenda assumere l’Asp di Agrigento per garantire una direzione stabile all’unità operativa.

Il rischio è che la vicenda continui a trascinarsi tra nuovi bandi, procedure amministrative e incarichi temporanei, senza riuscire ad arrivare alla soluzione definitiva.

A distanza di oltre quattro anni dall’inizio della vicenda, la domanda resta semplice: quanto tempo dovrà ancora aspettare l’ospedale di Ribera per avere un primario stabile di Malattie infettive?

Una risposta è necessaria non soltanto per il personale sanitario, ma soprattutto per i cittadini di Ribera e dell’intero territorio che nel “Fratelli Parlapiano” devono poter trovare servizi efficienti, professionalità e continuità assistenziale.

 

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