Rifiuti a Licata, Amato: «25 mila euro al giorno per vivere nel degrado. Prima aumentano i costi, poi celebrano il risparmio»

Il consigliere comunale Fabio Amato attacca la gestione del servizio di igiene urbana: oltre 9 milioni di euro l’anno e raccolta differenziata sotto il 50%. Nel mirino isole ecologiche, spazzamento, lavaggio delle strade, scerbamento e controlli. «Nel 2024 e 2025 costi incremenati per circa 2 milioni, adesso ci presentano come risultato il risparmio rispetto agli aumenti decisi negli stessi anni».

LICATA – Circa 25 mila euro al giorno, oltre 9,1 milioni di euro l’anno, per la gestione dei rifiuti. Una cifra che il consigliere comunale Fabio Amato mette a confronto con le condizioni di diverse zone della città e con una raccolta differenziata ormai scesa sotto il 50 per cento.

«I cittadini continuano a sostenere costi enormi per il servizio – afferma Amato – mentre Licata è nuovamente costretta a fare i conti con cumuli di rifiuti, degrado e prestazioni che, a nostro giudizio, non vengono assicurate nella misura in cui dovrebbero».

Il consigliere interviene sulla gestione del ciclo dei rifiuti partendo da una domanda: a fronte delle somme pagate ogni anno dai cittadini attraverso la TARI, qual è il livello dei servizi effettivamente garantiti?

«Prima aumentano i costi, poi ci presentano il risparmio»

Amato contesta soprattutto la lettura positiva fornita dall’Amministrazione sulla recente riduzione dei costi.

«Dopo avere portato la spesa per il servizio rifiuti nel 2024 e nel 2025 a complessivi circa 2 milioni di euro, oggi Sindaco e Giunta ci propinano come un grande risultato un risparmio di circa 1,5 milioni di euro. Ma quel risparmio viene calcolato rispetto a costi che erano precedentemente aumentati sotto la loro stessa amministrazione».

Secondo Amato, quindi, per valutare correttamente l’andamento della spesa non sarebbe sufficiente confrontare il costo attuale con quello dell’anno immediatamente precedente.

«Prima si incrementano considerevolmente i costi e poi si presenta come un successo politico la riduzione rispetto a quegli stessi aumenti. Bisognerebbe invece guardare all’intero andamento della spesa e chiedersi soprattutto cosa abbiano ricevuto in cambio i cittadini».

A questo si aggiunge un secondo aspetto sollevato dal consigliere: quello dei controlli sull’esecuzione del contratto.

«Avremmo potuto risparmiare molto di più – sostiene – se l’Amministrazione avesse preteso il puntuale rispetto dei servizi previsti e, laddove ne ricorrevano le condizioni, avesse applicato le relative sanzioni per i disservizi».

«Dove sono i servizi che continuiamo a pagare?»

È proprio sulla qualità delle prestazioni che si concentra la parte più dura dell’intervento.

Amato cita innanzitutto le isole ecologiche, che a suo giudizio avrebbero dovuto rappresentare una soluzione soprattutto nelle aree non raggiunte dal sistema porta a porta.

Il consigliere denuncia poi carenze nello spazzamento e nel lavaggio delle strade e nelle attività di scerbamento, con erbacce che continuerebbero a interessare marciapiedi e diverse zone della città.

«Dove sono i servizi che continuiamo a pagare?», domanda Amato.

Il consigliere ironizza anche sul lavaggio delle strade: «I mezzi sembrano vedersi soprattutto a maggio, dopo il passaggio dei muli parati per la Festa patronale».

Differenziata sotto il 50%

A pesare sono anche i dati sulla raccolta differenziata.

Secondo i dati trasmessi dal Comune, Licata è passata dal 62,7% del 2023 al 51,4% del 2024, fino al 48,9% nel 2025.

In appena due anni, dunque, sono stati persi quasi 14 punti percentuali.

Parallelamente è cresciuta la quantità di rifiuti indifferenziati destinati alla discarica: dai circa 6,18 milioni di chilogrammi del 2023 agli 8,62 milioni del 2025, oltre 2,4 milioni di chili in più.

È proprio questo andamento che, secondo Amato, dovrebbe indurre l’Amministrazione a interrogarsi sull’efficacia delle strategie adottate.

«Che fine hanno fatto gli incentivi per i cittadini virtuosi? Dove sono le campagne di sensibilizzazione? E quali risultati hanno prodotto i controlli nei confronti di chi continua ad abbandonare indiscriminatamente i rifiuti?».

Via Oreto Grata, l’immagine virtuale e quella reale

A corredo del suo intervento, Amato pubblica due immagini di via Oreto Grata che sintetizzano visivamente la sua denuncia.

La prima è stata realizzata attraverso l’intelligenza artificiale e rappresenta come, secondo il consigliere, potrebbe presentarsi la zona con isole ecologiche organizzate per la raccolta differenziata.

La seconda è invece una fotografia reale della stessa strada: sul margine della carreggiata sono visibili numerosi sacchi e rifiuti abbandonati.

Secondo quanto riferisce Amato, i cumuli si trovano proprio in una zona interessata dalla presenza di telecamere comunali di controllo e nella quale, fino a qualche tempo fa, erano collocati i cassonetti multimateriale.

Una soluzione che il consigliere boccia nettamente.

«Quei cassonetti – sostiene – sono serviti soltanto a diseducare i cittadini alla raccolta differenziata».

Amato solleva anche il tema delle assunzioni nel settore. «La politica – afferma – ha trasformato il ciclo dei rifiuti, proprio come accaduto con l’acqua, in un bancomat per gli operatori privo di controlli e in un sistema di assunzioni dai criteri del tutto opachi».

Il consigliere chiede quindi che venga fatta chiarezza anche su modalità e criteri utilizzati per il reclutamento del personale, indicando questo come uno degli aspetti sui quali ritiene necessario garantire maggiore trasparenza.

«Servono controlli, decoro e trasparenza»

La critica di Amato si allarga infine al modello complessivo di gestione del servizio.

Il consigliere utilizza parole molto dure e paragona il settore dei rifiuti a quello dell’acqua, sostenendo che l’assenza di controlli sufficientemente incisivi rischia di trasformare servizi essenziali e particolarmente costosi per la collettività in sistemi nei quali la spesa continua a crescere senza un corrispondente miglioramento percepibile dai cittadini.

Amato solleva inoltre interrogativi sulla trasparenza dei criteri utilizzati nelle assunzioni nel settore, una contestazione politica sulla quale, in assenza di ulteriori elementi documentali, resta naturalmente possibile la replica dei soggetti interessati e dell’Amministrazione.

Il punto centrale dell’intervento rimane comunque il rapporto tra costi e qualità del servizio.

Da una parte milioni di euro ogni anno sostenuti dai cittadini; dall’altra una raccolta differenziata scesa sotto il 50%, rifiuti abbandonati e servizi sui quali il consigliere chiede maggiori verifiche.

«Non basta parlare di risparmio – conclude Amato – se quel risparmio viene calcolato sugli aumenti prodotti negli anni precedenti. Bisogna dire ai cittadini quanto costa realmente il servizio, quali prestazioni vengono effettivamente rese, quali controlli vengono effettuati e quali sanzioni vengono applicate quando il contratto non viene rispettato».

Per il consigliere, la questione si riassume in tre parole: «Licata merita rispetto, decoro e trasparenza».

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