PALERMO – La nomina di Salvatore Iacolino a direttore generale del Policlinico universitario di Messina apre ufficialmente la partita per la sua successione alla guida del Dipartimento di Pianificazione strategica dell’assessorato regionale alla Salute. Una casella cruciale che, però, non è l’unica a catalizzare l’attenzione dei partiti: l’intero assetto della sanità regionale è destinato a entrare nel vivo delle dinamiche politiche nelle prossime settimane.
Il dopo Iacolino: quattro profili sul tavolo
Nei corridoi della Regione il nome che circola con maggiore insistenza è quello di Mario La Rocca, profilo gradito a Fratelli d’Italia. Già capo di gabinetto di diversi assessori regionali e dirigente del Dipartimento di Pianificazione strategica durante la fase più acuta della pandemia, La Rocca aveva presentato domanda per tornare a ricoprire quell’incarico. La sua candidatura fu però esclusa per una presunta incompatibilità, decisione che egli contestò formalmente con una lettera inviata alla giunta regionale.
In quel documento, reso pubblico, La Rocca ribadì l’assenza di conflitti di interesse, chiarendo che le cointeressenze familiari riguardavano “una struttura privata non accreditata”, circostanza – sottolineò – nota da oltre sedici anni. Richiamò inoltre l’archiviazione di un procedimento penale a suo carico. L’esclusione provocò anche una presa di posizione politica forte, con l’assenza degli esponenti di Fratelli d’Italia dalla giunta. Oggi, con Iacolino al Policlinico, l’istruttoria dovrebbe riprendere senza ostacoli sul piano tecnico, mentre restano aperte le valutazioni politiche.
Accanto a La Rocca, ci sono altri tre nomi considerati di primo piano. Il primo è quello di Maria Grazia Furnari, attuale direttrice generale del Policlinico di Palermo ed ex commissario per l’emergenza Covid durante il governo Musumeci. C’è poi Rino Giglione, forte di un lunghissimo curriculum che lo ha visto al vertice del Corpo forestale regionale e in ruoli apicali sia all’Osservatorio epidemiologico sia alla Pianificazione strategica dell’assessorato alla Salute. In corsa anche Giuseppe Sgroi, attuale capo di gabinetto dell’assessore regionale alla Salute.
Fuori dalla competizione, invece, l’assessore Daniela Faraoni: il suo nome è circolato a lungo, ma l’eventuale nomina sarebbe inconferibile per i prossimi due anni.
L’assessorato alla Salute e il nodo politico
La poltrona di assessore alla Salute resta comunque uno dei dossier più sensibili. All’interno di Forza Italia si fanno strada due ipotesi: Nicola D’Agostino, deputato regionale catanese, e Bernadette Grasso, coordinatrice azzurra a Messina. Ma anche Fratelli d’Italia guarda con interesse a quello scranno.
Una possibile soluzione di equilibrio potrebbe passare dall’assegnazione della Pianificazione strategica a La Rocca, soddisfacendo così le aspettative dei meloniani, e rinviare la partita dell’assessorato a un eventuale rimpasto. Uno scenario che tiene conto anche del fatto che Daniela Faraoni continua a godere di apprezzamento ai vertici della Regione.
Un’altra scadenza all’orizzonte
Infine, lo sguardo va già oltre: entro il 2026 scadrà l’incarico di Giacomo Scalzo alla direzione generale del Dasoe. Al momento la sua posizione appare solida, grazie al lavoro svolto, ma in sanità – si sa – i partiti restano sempre in allerta.
La corsa è appena iniziata e, come spesso accade, tecnica e politica viaggiano su binari paralleli destinati prima o poi a incrociarsi.