Screening oncologici, Sicilia ancora in coda: adesioni tra le più basse d’Italia

PALERMO – La Sicilia continua a registrare una delle più basse adesioni ai programmi di screening oncologico promossi dal Servizio sanitario nazionale. A evidenziarlo è il Report 2024 dell’Osservatorio Nazionale Screening, richiamato in una recente analisi della Fondazione Gimbe, che fotografa una situazione ancora preoccupante sul fronte della prevenzione.

I dati mostrano come, nonostante un’estensione degli inviti in alcuni casi vicina o addirittura superiore alla popolazione target, siano ancora pochi i cittadini che decidono di sottoporsi agli esami gratuiti per la diagnosi precoce dei tumori della mammella, del colon-retto e del collo dell’utero.

Per quanto riguarda lo screening mammografico, la Sicilia raggiunge un’estensione degli inviti pari all’89,1%, inferiore alla media nazionale del 97,3%. Ancora più significativo il dato relativo all’adesione: solo il 28,9% delle donne invitate effettua l’esame, contro una media italiana del 50%, collocando l’Isola all’ultimo posto della graduatoria nazionale.

Critica anche la situazione dello screening per il tumore della cervice uterina. Sebbene l’estensione degli inviti raggiunga il 106,2% – dato che comprende anche i recuperi degli anni precedenti – l’adesione si ferma al 27,8%, ben lontana dalla media nazionale del 51%. Un risultato che colloca la Sicilia al penultimo posto tra le regioni italiane.

Non va meglio per lo screening del tumore del colon-retto. In questo caso la copertura degli inviti è pari al 95,3%, in linea con la media nazionale, ma soltanto il 14,6% della popolazione invitata aderisce al programma, contro il 33,3% registrato a livello nazionale. Anche in questo caso la Sicilia si posiziona tra le ultime regioni italiane.

Secondo la Fondazione Gimbe, il problema non riguarda soltanto la risposta dei cittadini, ma anche alcuni aspetti organizzativi. Nel Mezzogiorno, infatti, la mancata adesione ai programmi di screening è spesso influenzata dalla gestione degli inviti, dalla difficoltà di accesso ai servizi e dalla necessità di recuperare prestazioni non effettuate negli anni precedenti.

La diagnosi precoce rappresenta uno degli strumenti più efficaci nella lotta ai tumori. Individuare una malattia nelle fasi iniziali significa aumentare significativamente le possibilità di guarigione e ridurre l’impatto delle cure.

I dati confermano dunque la necessità di rafforzare le campagne di sensibilizzazione e migliorare l’organizzazione dei programmi di prevenzione, affinché un numero sempre maggiore di cittadini siciliani possa aderire agli screening gratuiti e usufruire di un’opportunità fondamentale per la tutela della propria salute.

 

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