PALERMO – Le opposizioni all’Assemblea Regionale Siciliana hanno formalmente depositato nei giorni scorsi una mozione di sfiducia nei confronti del presidente della Regione, Renato Schifani. L’iniziativa — sottoscritta da tutti i 23 deputati dell’opposizione — accusa la sua giunta di una serie di gravi carenze, sul piano politico, amministrativo e istituzionale.
🔹 Le ragioni dietro la sfiducia
Secondo il documento presentato da Partito Democratico (PD), Movimento 5 Stelle (M5S) e Controcorrente, le contestazioni sono molteplici — 15 punti critici che spaziano dalla gestione della sanità alle nomine, fino all’inerzia sulle riforme strutturali.
In particolare, l’opposizione denuncia:
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numerose inchieste giudiziarie che coinvolgono esponenti della maggioranza, dirigenti nominati dal governo, e lamentele per mancata trasparenza nelle nomine alla sanità e enti collegati;
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ritardi e gravi disfunzioni nella sanità regionale — liste d’attesa fuori controllo, pronto soccorso in emergenza, carenze nella gestione LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) e nella mobilità passiva;
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la mancata realizzazione di riforme strutturali nei comparti strategici come rifiuti, servizi idrici e infrastrutture, nonostante gli impegni annunciati dal governo;
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una presunta perdita di credibilità dell’esecutivo, aggravata dalle vicende giudiziarie e dalle scelte politiche contestate.
Gli oppositori accusano inoltre Schifani di non aver reso comunicazioni tempestive all’Assemblea circa gli sviluppi delle inchieste, evitando un confronto istituzionale sulla rilevanza politica e amministrativa dei fatti.
📅 Il calendario della mozione
La mozione, depositata in duplice forma — online e in cartaceo — sarà discussa in Aula il 2 dicembre alle 14:00, secondo il calendario stabilito dalla riunione dei capigruppo.
I promotori invitano a calendarizzare la discussione prima dell’approvazione della Finanziaria regionale, per non sovrapporre i tempi e dare priorità al voto di sfiducia.
⚠️ Le critiche della maggioranza: tentativo “velleitario”
Dal fronte della maggioranza, invece, la mozione viene definita “un tentativo velleitario” e priva dei numeri necessari per passare in Aula. A sostenerlo è tra gli altri il capogruppo della Lega all’Ars, Salvatore Geraci, secondo il quale la maggioranza manterrà comunque il controllo dell’esecutivo.
La Lega difende il bilancio regionale e le misure approvate dal governo e respinge l’idea che la sfiducia rappresenti una minaccia reale
🔎 Il senso della sfiducia
Piuttosto che un’azione puramente simbolica, la mozione si presenta come un atto politico grave che — se messo in votazione e ottenuto il numero necessario — potrebbe mettere in discussione la guida della Regione. Al centro del contendere, non solo le inchieste giudiziarie e il profondo malcontento per la gestione sanitaria, ma anche le scelte politiche e la credibilità dell’intera coalizione di governo.