Palermo – Alla vigilia di Natale un nuovo tentativo di prorogare i cosiddetti “comandati” dell’assessorato regionale alla Salute è stato bloccato dalla Regione. Due note firmate dai dirigenti generali Giacomo Scalzo e Salvatore Iacolino avevano chiesto di prolungare il comando di medici, biologi, farmacisti e amministrativi distaccati dalle strutture sanitarie per lavorare negli uffici regionali. Si tratta di personale che costa circa 4,3 milioni di euro l’anno.
Nel gruppo figurano anche casi di legami familiari con esponenti di vertice dell’amministrazione regionale e politica: Giorgia Iacolino, figlia del dirigente generale Salvatore Iacolino; il cugino dell’assessore regionale Edy Tamajo; Anna Mancuso, moglie del ragioniere generale Ignazio Tozzo; e la moglie del sindaco di Palermo Roberto Lagalla, tutti in comando negli uffici dell’assessorato.
La richiesta, inviata al ragioniere generale Tozzo, puntava a garantire la “continuità amministrativa” di attività ritenute inderogabili, comprese quelle legate al Pnrr. Tozzo ha confermato la disponibilità delle risorse in bilancio, come già chiarito dal Ministero dell’Economia.
Il 23 dicembre, però, l’assessora Daniela Faraoni, su indicazione del presidente della Regione Renato Schifani, ha disposto la sospensione di tutte le proroghe per i dirigenti in comando, in attesa di un atto di indirizzo politico. Eventuali eccezioni dovranno essere motivate e valutate caso per caso. Via libera invece ai funzionari amministrativi, per i quali la normativa nazionale prevede l’inserimento in ruolo.