Palermo – Due corposi dossier, completati da giorni, sono stati consegnati oggi alla Sezione di Controllo della Corte dei Conti dalla Regione Siciliana, guidata da Renato Schifani. Nel testo, il presidente difende i due progetti principali: il potenziamento del sistema idrico e la costruzione di termovalorizzatori, sottolineando che l’iter procedurale è regolare, che gli impianti non sono sovradimensionati e non comporteranno inquinamento, essendo tecnologicamente equivalenti a quelli già operativi in gran parte d’Europa.
Lo scontro sui termovalorizzatori
La Corte dei Conti ha sollevato dubbi sul dimensionamento e sull’effettiva necessità dei termovalorizzatori previsti a Palermo e Catania, progettati per costare circa 400 milioni di euro ciascuno. Secondo i magistrati, tali impianti potrebbero risultare sovradimensionati rispetto al residuo effettivo di rifiuti da smaltire e, in ogni caso, non eliminerebbero la necessità delle discariche, che dovranno comunque essere ampliate.
Ulteriori perplessità riguardano l’impatto ambientale: anche le tecnologie più avanzate possono produrre emissioni inquinanti, seppure in piccola quantità, che potrebbero avere ricadute sulla salute e sull’ambiente circostante.
La crisi idrica sotto accusa
I dossier della Corte evidenziano una situazione critica per la gestione delle risorse idriche in Sicilia: infrastrutture obsolete, invasi mal gestiti o non collaudati correttamente, e un Dipartimento regionale <<Acqua e Rifiuti>> indebolito, con carenze strutturali e organizzative. Dei 45 impianti di accumulo, solo 18 risultano pienamente operativi, mentre 20 affrontano limitazioni di funzionalità, e 7 sono completamente inutilizzabili o fuori servizio.
La Corte punta il dito contro la mancanza di trasparenza e rendicontazione, con documentazione sull’emergenza idrica che, nel periodo 2001–2006, risulta distrutta o mancante, a causa di un presunto allagamento dell’archivio.
Prospettive e contradditorio
La Regione, però, non intende modificare la sua strategia. Nei dossier si ribadisce che l’attuale piano rifiuti, condiviso con le direttive del Consiglio di Stato e della Commissione Europea, è corretto e necessario, anche grazie a strumenti finanziari come l’investimento da 800 milioni di euro stato-itale autorizzato dal CIPE e confermato nel ruolo di Schifani come commissario straordinario per l’emergenza rifiuti.
La Corte dei Conti ha concesso alla Regione fino all’8 settembre per produrre memorie, dati e resoconti tecnici da allegare al contraddittorio. L’udienza di approfondimento, secondo quanto riferito, sarà fissata entro la fine del mese.
Conclusione
L’iniziativa di Schifani rappresenta una precisa linea politica: confermare il piano attuale senza flessioni. Ma la Corte dei Conti, con i suoi rilievi documentati e puntuali, accentua le tensioni tra l’azione politica-regionale e la necessità di trasparenza e rigore tecnico. L’esito del confronto potrebbe condizionare il futuro della gestione dei rifiuti e delle risorse idriche in Sicilia.