La crisi politica che investe la Regione Siciliana non è più solo strisciante: è ormai esplosa in piena luce, e ha un nome e un volto ben precisi. Fratelli d’Italia, il partito di maggioranza relativa a Palazzo dei Normanni, attraversa la sua fase più tormentata da quando ha assunto il timone della Regione. Le tensioni interne, gli scandali e le dimissioni eccellenti stanno mettendo a nudo una gestione del potere che appare sempre più verticistica, opaca e in affanno.
L’inchiesta giudiziaria che coinvolge Gaetano Galvagno, presidente dell’Ars, e l’assessora regionale al Turismo Elvira Amata, ha riacceso i riflettori su dinamiche clientelari e rapporti poco chiari con ambienti della pubblica amministrazione. Non si tratta solo di ombre giudiziarie, ma di un terremoto politico che mina la credibilità di un partito che aveva promesso “legalità e discontinuità”. Nel frattempo, Manlio Messina, già deputato e vicino a Giorgia Meloni, ha annunciato le sue dimissioni da Fratelli d’Italia, dopo essersi dimesso anche dal gruppo parlamentare; al momento sta valutando se lasciare anche il mandato da deputato.
Nel frattempo, il presidente della Regione Renato Schifani, in visita ad Agrigento, ha usato toni forti nei confronti dell’MpA, affermando: «Io questi li tengo ancora per poco», riferendosi ai rappresentanti autonomisti interni alla maggioranza.
Staremo a vedere che cosa accadrà nelle prossime variazioni di bilancio, quando gli equilibri politici torneranno inevitabilmente al centro della scena parlamentare regionale. Inizia una delle settimane più calde per il Governo regionale siciliano