Difterite, scuole regolarmente aperte in Sicilia: niente rinvio, ma allarme per migliaia di bambini non vaccinati

Dopo la morte della piccola Anna Rosa vertice tra Regione, Procura per i minorenni e Ufficio scolastico regionale. Nessun rinvio dell’anno scolastico. Verso un protocollo per rafforzare i controlli sulle vaccinazioni

PALERMO – Le scuole siciliane riapriranno regolarmente. Nessun rinvio dell’inizio delle lezioni, ma controlli più stringenti sulla copertura vaccinale dei bambini. È questa la linea emersa dal vertice convocato dopo la morte per difterite della piccola Anna Rosa, la bambina palermitana di quattro anni che non era stata vaccinata.

La riunione ha visto il coinvolgimento dell’assessorato regionale alla Salute, della Procura per i minorenni di Palermo, e dei rappresentanti dell’Ufficio scolastico regionale.

L’obiettivo è affrontare una situazione che, dopo la tragedia di Palermo, ha riportato improvvisamente al centro dell’attenzione il tema delle vaccinazioni obbligatorie e dell’effettiva copertura della popolazione scolastica.

La decisione è dunque quella di rispettare il calendario previsto: in Sicilia le lezioni inizieranno il 15 settembre.

Viene così accantonata, almeno per il momento, l’ipotesi avanzata nei giorni scorsi dall’infettivologo Matteo Bassetti, che aveva invitato le istituzioni regionali a valutare un breve rinvio, almeno per le scuole primarie.

Secondo Bassetti, qualche giorno in più avrebbe consentito alle autorità sanitarie di verificare in maniera puntuale l’effettivo stato vaccinale degli alunni, senza fermarsi esclusivamente ai dati aggregati.

La Regione ha scelto una strada differente: scuole aperte regolarmente, ma verifiche rafforzate.

Dal vertice è infatti emersa la volontà di arrivare alla sottoscrizione di un protocollo d’intesa tra i diversi soggetti coinvolti.

L’obiettivo sarà quello di contemperare due esigenze fondamentali: da una parte garantire il diritto allo studio, dall’altra tutelare il diritto alla salute e la sicurezza sanitaria della comunità scolastica.

I dettagli operativi dovranno essere definiti, ma il punto di partenza appare chiaro: aumentare i controlli e ottenere un quadro molto più preciso delle effettive coperture vaccinali.

Non basterà quindi conoscere una percentuale regionale complessiva. Sarà necessario capire quanti bambini non risultino in regola e come il fenomeno sia distribuito nelle singole province e nei diversi territori.

Ed è proprio su questo fronte che emergono i numeri più delicati.

Secondo le prime stime ancora provvisorie, la quota di bambini non vaccinati nella popolazione scolastica presa in considerazione potrebbe aggirarsi intorno al 15%, per un totale indicativo di circa 5mila minori in tutta la Sicilia.

Si tratta però di dati che dovranno essere verificati e consolidati.

Gli stessi assessorati regionali invitano infatti alla prudenza, perché è ancora in corso la raccolta delle informazioni provincia per provincia e il quadro potrebbe essere modificato anche dall’intensificazione delle vaccinazioni registrata dopo la morte della bambina.

Proprio nelle ultime settimane si è assistito, soprattutto nel Palermitano, a una forte crescita delle richieste di vaccinazione, con centinaia di adesioni agli ambulatori.

A riaccendere l’attenzione è stata la morte della piccola Anna Rosa, che ha trasformato una questione fino a quel momento prevalentemente sanitaria e amministrativa in un problema percepito direttamente dalle famiglie.

La difterite, malattia diventata estremamente rara proprio grazie alla vaccinazione, è tornata improvvisamente al centro del dibattito.

La vicenda ha inoltre evidenziato la necessità di verificare non soltanto l’esistenza formale della documentazione richiesta per l’iscrizione scolastica, ma anche l’effettiva somministrazione dei vaccini previsti.

Ed è su questo punto che dovrà concentrarsi il lavoro delle istituzioni prima e dopo la riapertura delle scuole.

La linea scelta dalla Regione appare quindi definita: non modificare il calendario scolastico, evitando disagi a migliaia di studenti e famiglie, ma utilizzare le prossime settimane per completare il quadro delle coperture vaccinali e predisporre strumenti di controllo più efficaci.

Molto dipenderà adesso dal protocollo che Regione, autorità sanitarie, Procura per i minorenni e mondo della scuola stanno predisponendo.

Sarà soprattutto necessario conoscere i dati definitivi, distinguendo la situazione delle singole province e individuando eventuali territori nei quali le coperture risultino particolarmente basse.

La morte della piccola Anna Rosa ha infatti riportato alla luce una questione che non può esaurirsi con l’emergenza di questi giorni. La vera sfida sarà recuperare i bambini non vaccinati, contrastare la disinformazione e ricostruire un rapporto di fiducia tra famiglie, pediatri e istituzioni sanitarie.

Le scuole siciliane, dunque, riapriranno regolarmente il 15 settembre. Ma questa volta il ritorno tra i banchi sarà accompagnato da un’attenzione molto più alta sul fronte della prevenzione e delle vaccinazioni.

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