Distributori chiusi a Licata, Biondi: «Serve il principio del buon padre di famiglia»

LICATA – Sui recenti provvedimenti del Comune di Licata, che hanno disposto la cessazione dell’attività di alcune imprese storiche operanti in centro abitato, interviene l’ex sindaco Angelo Biondi, affidando a una nota una riflessione sul metodo adottato dall’amministrazione comunale.

Secondo Biondi, le decisioni assunte rischiano di aggravare ulteriormente una situazione occupazionale già fragile, colpendo lavoratori e famiglie senza un adeguato percorso di confronto e senza una valutazione approfondita dell’impatto sociale.

«Il principio guida nell’amministrazione della cosa pubblica dovrebbe essere quello del buon padre di famiglia – scrive l’ex primo cittadino – un approccio fondato su sensibilità, equilibrio, ascolto e dialogo, orientato alla ricerca di soluzioni che tutelino sia l’interesse pubblico sia quello privato».

Un richiamo che, secondo Biondi, trova fondamento anche nell’articolo 7 dello Statuto Comunale, che impone all’ente locale di agire secondo criteri di proporzionalità e responsabilità. «Il buon padre di famiglia – prosegue – non firma atti che colpiscono lavoratori e famiglie senza aver prima cercato ogni possibile soluzione, senza un confronto serio con le parti coinvolte, senza valutare le conseguenze sociali delle proprie decisioni».

Il riferimento è alla chiusura di distributori attivi da decenni nel tessuto urbano cittadino, come nel caso del distributore Graci, operativo da oltre 80 anni, per il quale lo stop scatterà dal 5 febbraio. Una scelta motivata dall’amministrazione comunale principalmente da ragioni di sicurezza stradale, ma che ha suscitato un ampio dibattito pubblico e una forte contestazione in città.

«Applicare il principio del buon padre di famiglia non è un optional – conclude Biondi – ma un dovere istituzionale. Ignorarlo espone al rischio di scelte affrettate, sproporzionate e potenzialmente dannose per l’intera comunità, alimentando tensioni e malcontento in una città già duramente provata sul piano economico».

Un intervento che si inserisce in un contesto cittadino complesso, mentre cittadini, operatori economici e lavoratori attendono di capire se esistano margini per soluzioni alternative capaci di coniugare sicurezza e tutela dell’occupazione.

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