“Si trovano i fondi per pranzi e cene, ma le perdite d’acqua restano irrisolte”
Una determinazione dirigenziale del Comune di Licata, la n. 1552 del 2 settembre 2025, ha impegnato 1.375 euro per l’ospitalità della delegazione belga di Ville de Fleurus, in occasione della firma del protocollo di gemellaggio. La cifra, coperta anche con i proventi della tassa di soggiorno, è servita a pagare trasferimenti, pernottamenti e pasti in ristoranti cittadini: dal servizio transfer della ditta Cafà Viaggi all’hotel Al Faro, passando per il ristorante Marianello e La Madia di Pino Cuttaia.
Fin qui la cronaca. Ma a far discutere è la lettera di un cittadino, giunta in redazione poche ore dopo la pubblicazione della spesa:
«Va bene, 1.400 euro per ospitare i gemellati possono anche starci – scrive – ma è possibile che non si riescano a riparare le perdite d’acqua che ogni giorno fanno sprecare migliaia di litri, mentre per i pranzi e le cene i soldi si trovano subito?»
Un rilievo che mette il dito nella piaga. Da un lato il Comune difende l’iniziativa come strumento di promozione culturale e turistica, dall’altro molti cittadini lamentano servizi essenziali in affanno, a partire dalla rete idrica colabrodo che da mesi provoca disagi e razionamenti.
Il gemellaggio con Ville de Fleurus ha un forte valore simbolico, legato alla memoria della Seconda guerra mondiale e ai rapporti di amicizia tra le due comunità. Ma la voce del cittadino restituisce la sensazione diffusa che le priorità non sempre coincidano con i bisogni quotidiani: meno cene istituzionali, più interventi sulle infrastrutture che servono a tutti.