Licata (Ag). Supererebbe quota 150 mila euro la spesa complessiva sostenuta dal Comune di Licata per il programma “Natale a Licata 2025 – Natale in Comunità”. Una cifra che continua a far discutere, soprattutto alla luce del dissesto finanziario dell’ente e dell’utilizzo di risorse a destinazione vincolata, come il Fondo Povertà, pensato per finalità sociali ben precise.
A sollevare ulteriori interrogativi sono le determinazioni dirigenziali pubblicate all’Albo pretorio, che nel loro insieme restituiscono il quadro di un cartellone natalizio ampio e articolato, ma anche particolarmente oneroso per le casse comunali. Un costo che, evento dopo evento, sembra crescere fino a raggiungere cifre difficilmente conciliabili con la condizione finanziaria del Comune.
È il caso, ad esempio, dello spettacolo per la Befana in Piazza Sant’Angelo, in programma il 6 gennaio 2026. Una bella iniziativa, pensata per bambini e famiglie, affidata a una società privata del Catanese, che però è costata 2.500 euro per poche ore di animazione. Una cifra che, presa singolarmente, può apparire contenuta, ma che moltiplicata per decine di eventi analoghi contribuisce in modo significativo a far lievitare il conto finale delle festività.
Ma non è l’unico caso. A far discutere è anche l’evento di Capodanno in piazza, con l’esibizione del DJ Eugenio Colombo, per il quale – secondo quanto riportato da organi di stampa regionali – l’affidamento avrebbe superato i 20 mila euro. Una spesa importante, che si inserisce in un contesto già appesantito da numerosi affidamenti diretti per spettacoli, animazioni, concerti e iniziative collaterali.
Il nodo centrale resta però l’utilizzo del Fondo Povertà. Risorse ministeriali con finalità ben definite, destinate al contrasto della povertà e all’inclusione sociale, che – secondo quanto emerge dagli atti – sarebbero state utilizzate, almeno in parte, per finanziare eventi e spettacoli natalizi. Una scelta che solleva dubbi di coerenza normativa e che rischia di esporre l’ente a rilievi e contestazioni da parte degli organi di controllo.
Un nostro lettore, dopo aver letto le notizie sugli eventi finanziati con il Fondo Povertà, ci ha inviato una dettagliata ricerca effettuata online, mettendo in relazione la normativa nazionale, le linee guida ministeriali e le delibere approvate dal Comune di Licata. Un lavoro che, alla verifica degli atti pubblicati, sembrerebbe trovare riscontro documentale.
Se così fosse, la questione sarebbe tutt’altro che marginale. In caso di utilizzo non conforme delle risorse vincolate, infatti, il rischio concreto è quello di dover restituire i fondi al Ministero, con l’aggravio di interessi e possibili sanzioni, un’eventualità che un Comune in dissesto non può permettersi.
Ancora una volta, il tema non è la qualità o il valore culturale delle iniziative – molte delle quali apprezzate dalla cittadinanza – ma la priorità delle scelte amministrative. In un momento storico segnato da difficoltà economiche, carenze nei servizi essenziali e sacrifici richiesti ai cittadini, la gestione delle risorse pubbliche dovrebbe essere improntata alla massima prudenza, trasparenza e coerenza.
Le istituzioni, più volte è stato ribadito, dovrebbero dare l’esempio. Se l’esempio è quello che emerge da questi atti, il rischio è che Licata continui a muoversi su un crinale pericoloso, dove la promozione degli eventi rischia di prevalere sul rispetto rigoroso delle regole e delle finalità dei fondi pubblici.
Una questione che merita chiarimenti puntuali e un confronto pubblico, dentro e fuori il Consiglio comunale, prima che a farli siano – come spesso accade – gli organi di controllo contabile.