PALERMO – Un copione che sembra non finire mai. Un nuovo scandalo per corruzione investe la Motorizzazione di Palermo, riportando sotto i riflettori un sistema che, secondo l’accusa, avrebbe trasformato esami e procedure amministrative in pratiche “a pagamento”.
L’inchiesta della Procura di Palermo è entrata in una fase delicata con la convocazione per gli interrogatori preventivi. Sono cinque gli indagati per corruzione che rischiano misure cautelari: Salvatore Troncale, funzionario della Motorizzazione; Mariano Rubino, impiegato; Felice Cardinale, ex istruttore direttivo oggi in pensione; e i figli di quest’ultimo, Giuseppe e Michele Cardinale, titolari di autoscuole e agenzie di disbrigo pratiche automobilistiche.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, ci sarebbe stato un vero e proprio tariffario. Fino a mille euro per ottenere una patente nautica valida per la navigazione entro le 12 miglia, senza sostenere regolarmente le prove previste. I candidati, grazie all’appoggio di funzionari interni, avrebbero avuto in anticipo domande e risposte dei quiz. In alcuni casi, sempre secondo l’accusa, non si sarebbero nemmeno presentati agli esami, pur risultando promossi nei verbali ufficiali, redatti e “sistemati” successivamente.
Gli episodi contestati sarebbero una ventina, fino al 2023, e si basano sulle indagini della polizia stradale. Per completare le pratiche, gli impiegati avrebbero avuto accesso al sistema informatico della Motorizzazione, talvolta raggirando altri colleghi, autorizzando conversioni di patenti senza che i candidati avessero sostenuto l’esame pratico o quello orale.
Nel mirino anche alcune sospette conversioni di patenti militari, che sarebbero state ottenute dietro pagamento di denaro. Tutti i beneficiari di queste procedure risultano indagati per concorso in falso, un reato che non prevede misure cautelari: per questo motivo non sono stati convocati dal giudice, pur figurando nel registro degli indagati.
I cinque accusati di corruzione compariranno il 9 febbraio davanti al giudice per le indagini preliminari Filippo Serio. Avranno l’occasione di rispondere alle contestazioni formulate dalla Procura guidata da Maurizio de Lucia. Le difese, intanto, sostengono che tutte le procedure si sarebbero svolte nel rispetto delle regole.
La nuova inchiesta arriva mentre sono ancora vivi i ricordi di un precedente clamoroso scandalo: quello che ha portato alla condanna, in primo e secondo grado, del funzionario Luigi Costa, sorpreso a contare tangenti in bagno e trovato in possesso di 590 mila euro in contanti nascosti dietro un armadio.
E non è tutto. I pubblici ministeri Giulia Beux e Vincenzo Amico contestano anche la conversione di numerosi documenti di guida esteri. Cittadini polacchi, greci, spagnoli e tedeschi avrebbero ottenuto il via libera per circolare in Italia; in alcuni casi, secondo l’accusa, i documenti stranieri sarebbero stati addirittura falsi.
Un’altra inchiesta, dunque, che scuote la Motorizzazione di Palermo e riapre interrogativi pesanti sulla trasparenza e sui controlli in un settore nevralgico della pubblica amministrazione.