Piazza Attilio Regolo e il “modello Licata”: l’intervento del consigliere comunale Fabio Amato

LICATA – Riceviamo e pubblichiamo un intervento del consigliere comunale Fabio Amato sulla vicenda relativa alla riqualificazione di Piazza Attilio Regolo, alla gestione delle variazioni di bilancio e ad alcune recenti procedure amministrative del Comune di Licata.

“A Licata sembra ormai esistere un diritto contabile parallelo. Un sistema tutto suo, dove:

  • le urgenze vengono costruite all’ultimo momento;
  • le variazioni di bilancio si danno quasi per scontate;
  • gli impegni di spesa sembrano seguire i servizi anziché precederli;
  • e dove il rischio di trasformare procedure irregolari in debiti fuori bilancio appare sempre più concreto.

La vicenda della riqualificazione di Piazza Attilio Regolo apre scenari molto delicati sul piano amministrativo e contabile.

Il Consiglio comunale ha bocciato la dichiarazione d’urgenza relativa alla ratifica della delibera di Giunta n. 63 del 18 marzo 2026, quella con cui l’Amministrazione aveva disposto la variazione di bilancio per finanziare il cofinanziamento comunale dell’opera.

Una variazione fondamentale, perché il progetto da circa 1,35 milioni di euro prevedeva:

  • 850 mila euro di fondi regionali;
  • oltre 500 mila euro a carico del Comune di Licata.

Ma c’è un aspetto ancora più delicato.

Negli atti originariamente trasmessi all’Assessorato regionale, la copertura finanziaria comunale veniva addirittura collegata alle cosiddette misure compensative derivanti dagli impianti energetici presenti sul territorio.

Una sorta di finanza creativa che ha immediatamente sollevato interrogativi tecnici, perché le misure compensative:

  • non sono entrate ordinarie liberamente spendibili;
  • non hanno natura patrimoniale;
  • e dovrebbero essere strettamente collegate a specifici interventi ambientali e territoriali.

Continuano inoltre ad emergere atti amministrativi che sembrano muoversi in un utilizzo sempre più disinvolto delle risorse pubbliche.

Dopo la determina del 23 dicembre 2025 che impegnava 1.800 euro per la ‘Sicily Swing – Street Band’ itinerante, è emersa un’ulteriore determina dirigenziale con cui il Comune ha finanziato uno spettacolo per bambini utilizzando risorse imputate al capitolo:
‘Progetto socio-assistenziale Natale Include – finanziato con le economie del Fondo Povertà’.

Un fondo istituito per:

  • contrasto alla povertà;
  • inclusione sociale;
  • rafforzamento dei servizi sociali;
  • sostegno alle fragilità.

Non certo per spettacoli e intrattenimento natalizio.

E non meno delicata appare la gestione della tassa di soggiorno.

Anche in dissesto il Comune può utilizzare tali risorse, ma:

  • esclusivamente nei limiti delle somme effettivamente accertate e incassate;
  • degli stanziamenti consentiti;
  • e nel pieno rispetto del regime della gestione provvisoria e dei vincoli previsti dall’art. 250 del TUEL.

Non è quindi possibile utilizzare liberamente previsioni future o costruire spese su entrate non ancora consolidate.

E gli esempi di gestione creativa degli impegni di spesa non mancano.

Emblematico il caso della determina relativa al Palio a Mare e all’Albero della Cuccagna.

L’evento si è svolto il 6 maggio, mentre l’impegno di spesa risulta assunto il 7 maggio (e sono molti di più gli impegni assunti successivamente all’effettuazione del servizio).

In sostanza:

  • prima si svolge il servizio;
  • poi si assume l’impegno contabile.

Esattamente il contrario dei principi fondamentali della contabilità pubblica previsti dagli articoli 183 e 191 del TUEL.

E tutto questo avviene:

  • in un Comune dichiarato in dissesto finanziario;
  • operante in gestione provvisoria;
  • e teoricamente sottoposto a vincoli rigidissimi sulla spesa pubblica.

In questi casi entra in gioco uno degli istituti più delicati della contabilità pubblica:
il debito fuori bilancio ex art. 194 lettera e) del TUEL.

Quella norma riguarda infatti:

  • acquisizione di beni e servizi;
  • lavori effettuati;
  • obbligazioni sorte;
  • in violazione delle regole contabili e dell’obbligo preventivo di copertura finanziaria.

Ovviamente evito di citare l’acquisto di un trenino turistico come indifferibile ed urgente.

E c’è un grande rischio che oggi molti iniziano a intravedere nella gestione amministrativa dell’Ente. Speriamo di non ricadere in un altro dissesto finanziario.”

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