Quello che comprenderò un giorno dei miei nonni

Cari nonni,
oggi sono ancora troppo piccola per comprendere la grandezza di ciò che siete. I miei occhi di bambina sanno riconoscere la dolcezza di un abbraccio, la familiarità della vostra voce, il calore di una mano che stringe la mia. Sanno che con voi mi sento al sicuro, ma non sanno ancora dare un nome a quell’amore silenzioso e immenso che, senza che io me ne accorga, state depositando nel cuore della mia infanzia. Oggi vi vivo. Un giorno, sicuramente, vi comprenderò. Sarà allora che saprò che essere nonni non significa soltanto assistere alla crescita di una nipote, ma consegnarle, quasi inconsapevolmente, una parte della propria eternità. Comprenderò che nelle vostre mani non c’era soltanto la carezza che mi consolava, ma la memoria di una vita intera. Che nelle vostre parole vivevano gli anni che hanno preceduto i miei, le persone che non ho conosciuto, le fatiche che non ho visto, le gioie che non ho condiviso e tutto ciò che, molto prima che io arrivassi, aveva già costruito le radici della mia storia. Un giorno ascolterò le vostre parole con orecchie diverse. Riconoscerò nei vostri racconti il valore di un tempo che allora non sapevo di dover custodire. E forse mi sorprenderò ad avere nostalgia di ciò che oggi mi sembra ordinario: una domenica insieme, una voce che mi chiama, un profumo che sa di casa, una porta che si apre e il vostro volto che si illumina nel vedermi arrivare. Solo allora comprenderò che la felicità, quando è autentica, raramente fa rumore. Si insinua nella quotidianità, si nasconde nei gesti più semplici e, spesso, soltanto quando il tempo è ormai trascorso ci rivela quanto fosse preziosa. E io, senza saperlo, avrò avuto la fortuna di incontrarla nei miei nonni. Mi avrete lasciato molto più di ricordi. Mi avrete lasciato parole che torneranno a cercarmi nei momenti difficili, insegnamenti che riaffioreranno quando dovrò scegliere, valori che avranno preso dimora dentro di me quasi senza che me ne accorgessi. Mi avrete lasciato le vostre radici, affinché io potessi imparare a riconoscere la mia storia, e abbastanza amore da permettermi, un giorno, di mettere le ali. E forse sarà proprio allora che vi ritroverò nei miei gesti: in una frase pronunciata come la pronunciavate voi, in un’abitudine che credevo soltanto mia, nel modo in cui saprò prendermi cura di qualcuno, nel modo in cui amerò, nel modo in cui perdonerò, nel modo in cui saprò esserci. Sarà allora che comprenderò che le persone che amiamo non ci lasciano mai del tutto. Continuano ad abitare ciò che siamo diventati. Restano nelle nostre parole, nelle nostre scelte, nelle nostre fragilità e nelle nostre certezze. Restano in quella parte invisibile di noi che nessun tempo, nessuna distanza e nessuna assenza può cancellare. E voi, nonni miei, sarete per sempre una parte di quella eredità invisibile che porterò con me. Perché oggi sono ancora soltanto una bambina che vi tende le braccia. Ma un giorno sarò grande abbastanza per comprendere che, mentre voi mi tenevate per mano, stavate lasciando dentro di me qualcosa che il tempo non avrebbe più potuto portare via. E forse, allora, con gli occhi colmi di gratitudine, desidererò soltanto una cosa: poter tornare per un istante a quella bambina che non sapeva ancora quanto fosse fortunata. Per stringervi più forte. Per guardarvi più a lungo. Per dirvi, mentre eravate ancora lì, ciò che avrei compreso soltanto dopo. Grazie. Grazie per l’amore che mi avete donato senza misura. Grazie per le radici che avete affondato nella mia vita. Grazie per avermi insegnato, senza bisogno di grandi parole, che esistono presenze capaci di diventare parte della nostra anima. Perché alcuni amori non conoscono davvero la fine. Il tempo li consegna alla memoria. La memoria li affida al cuore. E il cuore li rende eterni.

Nel giorno dedicato ai nonni, una lettera immaginata con gli occhi di una bambina e scritta con la consapevolezza di chi, un giorno, sarà diventata grande. Perché ci sono presenze di cui impariamo a comprendere il valore soltanto quando il tempo ci insegna che nulla ci è dato per sempre. Da bambini forse sappiamo soltanto di essere amati; crescendo, comprendiamo la profondità di quell’amore. E forse è proprio questo il dono più grande dei nonni: riuscire a lasciare in noi qualcosa che continua ad esistere anche oltre la loro presenza. Per questo questa lettera vuole essere anche un invito a guardare, oggi, ciò che domani potrebbe diventare memoria. Un invito ai genitori a custodire questo legame, a creare occasioni, a regalare ai propri figli il tempo dei nonni: le giornate insieme, le feste, le domeniche, le piccole consuetudini, persino quei momenti che sembrano insignificanti e che un giorno, invece, potrebbero diventare tra i ricordi più preziosi della loro vita. Perché un bambino non sa ancora quanto sarà importante poter ricordare una voce, una risata, una mano che lo accompagnava, una storia raccontata cento volte. Ma un giorno lo saprà. E allora sarà proprio attraverso quei ricordi che ritroverà una parte di chi è stato e di chi è diventato. Lasciamo che i nonni possano esserci. Lasciamo che abbiano tempo per raccontare, per giocare, per viziare un po’, per tramandare, per costruire con i loro nipoti quella complicità che nessun altro legame può sostituire. Lasciamo che possano essere presenti nei giorni importanti, ma soprattutto in quelli qualunque, perché è proprio nella semplicità della quotidianità che nascono i ricordi destinati a rimanere, l’eredità più preziosa che un bambino possa ricevere.

A tutti i nonni, che seminano amore nel cuore dei bambini senza sapere quanto lontano arriveranno quei semi. Ai miei nonni, che oggi non posso più stringere tra le braccia, ma che continuano a vivere in me. A tutti i genitori, perché sappiano riconoscere il valore immenso di questo legame, custodirlo e permettere ai propri figli di collezionare quanti più momenti possibili accanto ai loro nonni. E ai miei genitori, per avermi donato la possibilità di conoscere quell’amore, di viverlo fino in fondo e per avermi regalato un patrimonio di ricordi al quale ancora oggi torno, ogni volta che sento di averne bisogno.
Con amore, a tutti i nonni: a quelli che ci sono, a quelli che ci sono stati e a quelli che, attraverso l’amore che hanno lasciato, continuano silenziosamente a vivere dentro di noi.

 

 

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