Pubblicato l’elenco dei Comuni agrigentini virtuosi: in 32 centrano l’obiettivo. Licata grande assente. Crescono costi e TARI mentre cala la raccolta differenziata
AGRIGENTO – La Regione Siciliana ha pubblicato l’elenco dei Comuni beneficiari del contributo da 20 milioni di euro destinato ai territori che nel 2024 hanno superato la soglia del 60% di raccolta differenziata, come previsto dalla legge regionale (art. 4, comma 2, L.R. 29/2025).
Tra i Comuni finanziati compaiono gran parte dei centri dell’agrigentino – da Lucca Sicula con l’87,15% a Porto Empedocle con il 61,14% – ma non figura Licata, che quest’anno non ha raggiunto la percentuale minima per accedere ai fondi premiali.
I dati della provincia: chi vince la sfida della differenziata
Ecco alcuni dei risultati più significativi del territorio provinciale:
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Lucca Sicula: 87,15% – 35.231,64 €
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Villafranca Sicula: 85,15% – 33.981,47 €
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Sciacca: 82,83% – 158.417,34 €
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Sambuca di Sicilia: 83,97% – 47.145,08 €
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Menfi: 76,18% – 68.872,72 €
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Agrigento: 67,25% – 214.193,87 €
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Porto Empedocle: 61,14% – 81.327,67 €
In totale, oltre 30 Comuni agrigentini superano la soglia del 60% e accedono ai contributi regionali destinati a finanziare una parte del servizio di raccolta e smaltimento.
Licata fuori dall’elenco: differenziata troppo bassa
Nell’elenco approvato con il D.D.G. n. 1814/2025 del Dipartimento Acque e Rifiuti, Licata non compare.
La ragione è netta e metodica: il Comune non ha raggiunto il 60% di raccolta differenziata nel 2024, soglia minima prevista dalla norma per poter ottenere una quota dei 20 milioni disponibili.
La mancata inclusione arriva in un momento delicato. Non solo Licata registra una contrazione della qualità del servizio e un aumento dei costi, ma — come sottolinea il decreto — rinuncia a un meccanismo premiale pensato proprio per i Comuni capaci di ridurre gli oneri della filiera grazie a buone performance.
Tra rincari e crollo della differenziata: “scenario fallimentare”
Il quadro locale appare allarmante:
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costo del servizio in aumento, con ripercussioni dirette sulla TARI;
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percentuale di differenziata in calo, dopo anni di crescita;
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perdita dei fondi regionali, che avrebbero alleggerito il carico finanziario.
«Questo D.D.G. è lo specchio del fallimento della gestione rifiuti a Licata», è il giudizio severo che emerge. «Il rammarico è enorme se si pensa che nel 2023 avevamo superato il 62% di differenziata, dimostrando che il risultato è possibile. Oggi invece i cittadini pagano bollette TARI più salate mentre la percentuale scende, facendoci perdere risorse fondamentali. Un danno economico e ambientale inaccettabile».
Un danno da milioni di euro
L’esclusione dal riparto pesa come un macigno:
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niente contributi regionali per il 2024;
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aumento dei costi da coprire solo con risorse proprie;
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peggioramento dei parametri che saranno utilizzati anche nei futuri bandi regionali.
Il Comune ora dovrà affrontare una riflessione non più rinviabile.
Quale futuro per Licata?
Il trend negativo impone all’amministrazione una revisione strutturale del servizio:
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per arrestare il calo della differenziata,
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contenere i costi dell’appalto,
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e riportare la città tra i Comuni in grado di accedere ai fondi regionali e nazionali.
In caso contrario, Licata rischia non solo di continuare a pagare di più, ma anche di perdere altre opportunità di finanziamento e di compromettere definitivamente gli obiettivi di sostenibilità ambientale.
link ai decreti: https://www.regione.sicilia.it/la-regione-informa/rifiuti-al-contributi-extra-costi-premialita-differenziata