Licata, centinaia di migliaia di euro per il verde ma per un ramo di pino si transenna la strada

Dopo le spese sostenute negli ultimi tre anni, il mezzo operativo acquistato dal Comune e i nuovi 80 mila euro destinati ai ficus, un’altra immagine riaccende gli interrogativi sulla gestione e sulla sicurezza del patrimonio arboreo

LICATA – Una transenna, alcune barriere e un tratto di strada interdetto. Sopra, un grosso ramo di pino fortemente inclinato verso la carreggiata.

È l’immagine che arriva da Licata e che, dopo quanto emerso nelle ultime settimane sulla gestione del verde pubblico, pone una domanda tanto semplice quanto inevitabile: con le ingenti risorse impiegate negli ultimi anni e con un mezzo acquistato anche per consentire gli interventi sugli alberi, è davvero necessario limitarsi a transennare un’area in presenza di una situazione che richiede attenzione?

La prudenza e la messa in sicurezza preventiva sono certamente doverose. Anzi, transennare l’area in presenza di un potenziale rischio è una misura corretta. Il problema è capire cosa accade dopo e, soprattutto, quali siano i tempi necessari per l’intervento.

La questione assume un significato particolare alla luce dei numeri.

Come documentato nei giorni scorsi da La Sicilia Quotidiana, dagli atti pubblici emerge una successione di interventi per potatura e manutenzione del patrimonio arboreo. Nel 2024 risultava una liquidazione di 31.891,72 euro; nel 2025 è stato impegnato un ulteriore importo di 85.300 euro, con un contratto da 82.961,95 euro IVA compresa. A queste risorse si aggiunge un mezzo operativo acquistato per oltre 70 mila euro.

E proprio ieri è emerso un ulteriore stanziamento: con la deliberazione di Giunta n. 193 del 31 agosto, l’amministrazione ha approvato un nuovo accordo quadro da 80 mila euro, della durata di dodici mesi, per la potatura leggera e il mantenimento dei ficus ornamentali.

Sommando le voci documentate – pur tenendo distinta la spesa per il mezzo da quella per i servizi – si arriva ormai a cifre considerevoli destinate al verde e alla capacità operativa del Comune.

Ed è proprio per questo che l’immagine del pino e delle transenne diventa emblematica.

Il problema non è la transenna, ma ciò che viene dopo

Nessuno può contestare la scelta di interdire immediatamente un’area quando viene segnalata una possibile situazione di pericolo. Sarebbe semmai grave il contrario.

La domanda è un’altra: quanto tempo deve trascorrere tra la segnalazione del rischio e l’intervento?

E ancora: il Comune dispone di personale formato e del mezzo necessario per intervenire direttamente? Se sì, perché in casi come questo non si procede tempestivamente? Se invece occorre necessariamente rivolgersi a ditte esterne, quale funzione operativa svolge il mezzo acquistato dall’Ente per oltre 70 mila euro?

Sono interrogativi che diventano ancora più rilevanti dopo il precedente episodio del grosso ramo precipitato in corso Umberto, a poche decine di metri dal Municipio, fortunatamente senza provocare feriti.

Dopo le spese, servono risultati verificabili

La questione non è sostenere che non si debbano spendere soldi per gli alberi. È esattamente il contrario.

La manutenzione del patrimonio arboreo è necessaria proprio perché riguarda la sicurezza dei cittadini.

Ma quando vengono impiegate risorse pubbliche importanti, è legittimo chiedere quale sia il risultato ottenuto: quanti alberi sono stati censiti? Quanti sono stati controllati? Quali sono stati classificati a rischio? Quali strade sono state interessate dagli interventi? Con quale frequenza viene utilizzato il mezzo comunale? E quanto tempo mediamente trascorre tra una segnalazione di pericolo e la sua eliminazione?

Il nuovo accordo quadro da 80 mila euro riguarda specificamente i ficus e non può quindi essere confuso con l’intervento sul pino mostrato nella fotografia. Ma proprio la successione delle spese rende sempre più necessaria una visione complessiva della gestione del verde cittadino.

Licata, peraltro, è un Comune che ha dichiarato il dissesto finanziario nel marzo 2024 e opera in gestione provvisoria: una condizione nella quale l’efficacia nell’impiego delle risorse assume un’importanza ancora maggiore.

Transennare serve a impedire che qualcuno si avvicini al pericolo. La buona amministrazione, però, deve anche fare in modo che quel pericolo venga rimosso nel più breve tempo possibile.

Ed è questo, più ancora delle cifre, il chiarimento che oggi sarebbe utile ricevere dall’amministrazione comunale.

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