Il Ministero del Lavoro dispone la revoca del finanziamento per i “Percorsi di autonomia”: contestata la mancata rendicontazione entro il termine del 6 luglio. È il secondo caso in pochi mesi dopo i 457 mila euro revocati al Distretto D5 per infanzia e anziani
LICATA – Un altro finanziamento destinato alle politiche sociali finisce sotto la scure di un provvedimento di revoca. Questa volta si tratta di quasi 715 mila euro del PNRR, assegnati al Comune di Licata per il progetto “Percorsi di autonomia per persone con disabilità”.
A disporre formalmente la revoca è stato il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, con una comunicazione del 27 agosto 2026 indirizzata al Comune di Licata nella qualità di soggetto attuatore.
Il progetto, identificato dal CUP C94H22000210006, rientra nella Missione 5 “Inclusione e coesione”, Componente 2, Investimento 1.2 del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
L’importo assegnato era di 714.999,95 euro e il progetto prevedeva 12 beneficiari. I dati ufficiali del Ministero confermano l’ammissione dell’intervento e l’importo finanziato.
Il Ministero: mancata rendicontazione entro il termine
La motivazione riportata nella comunicazione ministeriale è particolarmente significativa.
Nel provvedimento viene infatti evidenziato che alla data del 6 luglio 2026 il soggetto attuatore non aveva provveduto alla rendicontazione. Lo stesso Ministero precisa che il termine aveva carattere perentorio, richiamando le indicazioni operative impartite per la conclusione degli interventi e la rendicontazione finale degli obiettivi PNRR.
Da qui la decisione: revoca del finanziamento PNRR relativo al progetto del Comune di Licata.
Non siamo dunque di fronte a risorse semplicemente “a rischio”: il provvedimento ministeriale dispone formalmente la revoca.
Nel 2025 ricevuti 71.500 euro di anticipazione, ma i pagamenti risultavano a zero
Un altro elemento emerge dal monitoraggio PNRR pubblicato dallo stesso Comune di Licata.
Alla data del 30 giugno 2025, per questo progetto risultavano 715 mila euro di finanziamento, 715 mila euro di accertamenti, 715 mila euro di impegni e un’anticipazione già ricevuta di 71.500 euro.
Alla voce pagamenti, tuttavia, risultava ancora zero euro.
Il dato fotografa naturalmente la situazione a giugno 2025 e non consente di stabilire cosa sia avvenuto nei mesi successivi. Assume però un peso diverso alla luce della comunicazione arrivata nell’agosto 2026, nella quale il Ministero contesta la mancata rendicontazione entro il termine stabilito.
Adesso occorrerà dunque comprendere quali attività siano state effettivamente realizzate, quali somme eventualmente spese successivamente e cosa sia accaduto all’anticipazione ricevuta.
Un progetto rivolto a persone con disabilità
Non si tratta di un finanziamento qualsiasi.
La misura “Percorsi di autonomia per persone con disabilità” nasce per favorire percorsi personalizzati finalizzati all’autonomia, anche attraverso soluzioni abitative, servizi, tecnologie e strumenti capaci di migliorare l’indipendenza e l’inclusione sociale e lavorativa delle persone coinvolte.
Per Licata erano stati previsti 12 beneficiari e quasi 715 mila euro di risorse.
Per questo la questione non può essere ridotta a un mero adempimento burocratico non completato nei termini: bisogna capire quali servizi avrebbero dovuto essere garantiti e quanti di questi siano effettivamente arrivati ai destinatari.
Pochi mesi fa altri 457 mila euro revocati al Distretto D5
Il caso assume ancora maggiore rilevanza perché arriva a distanza di pochi mesi da un’altra vicenda raccontata proprio da La Sicilia Quotidiana.
Lo scorso giugno avevamo dato notizia della revoca di 457.514,84 euro nell’ambito del Programma nazionale Servizi di cura all’infanzia e agli anziani non autosufficienti, con Licata ente capofila del Distretto socio-sanitario D5.
In quel caso il Ministero dell’Interno aveva accertato la presenza di somme non impegnate, disponendone il recupero e la riassegnazione al Programma. Dal provvedimento emergeva inoltre che il Comune non avrebbe fornito nei termini riscontro alla precedente comunicazione ministeriale con la quale si chiedeva di verificare i dati finanziari ed eventualmente presentare osservazioni.
Il precedente: revocati oltre 457 mila euro al Distretto D5 per infanzia e anziani
Dall’amministrazione era successivamente arrivata una spiegazione legata anche alla presenza di duplicazioni nelle fonti di finanziamento, con l’esigenza di evitare sovrapposizioni nella copertura dei medesimi servizi.
Una spiegazione che può avere una sua valenza sotto il profilo tecnico-contabile, ma che lascia aperta una questione ben più concreta: il territorio aveva davvero esaurito il proprio fabbisogno di servizi per bambini e anziani al punto da poter rinunciare a quelle risorse?
È difficile non porsi la domanda guardando alla realtà quotidiana delle famiglie. Tutti i bambini del territorio dispongono dei servizi educativi necessari? Il tempo pieno è garantito in maniera adeguata? Gli spazi e i servizi destinati all’infanzia sono sufficienti? E per gli anziani non autosufficienti può davvero dirsi soddisfatta la domanda di assistenza?
Perché evitare una duplicazione contabile è certamente necessario. Ma altra cosa è verificare se quelle risorse avrebbero potuto essere riprogrammate, impegnate o utilizzate per ampliare servizi di cui il territorio continua ad avere bisogno, nei limiti consentiti dal programma.
Due revoche diverse, oltre 1,17 milioni di euro
I due casi devono essere tenuti distinti.
Programmi diversi, Ministeri diversi e soprattutto motivazioni amministrative differenti: nel primo caso si parlava di 457.514,84 euro di somme non impegnate; nella vicenda attuale il Ministero del Lavoro contesta invece la mancata rendicontazione entro il termine previsto del progetto PNRR per le persone con disabilità.
Ma il dato complessivo resta politicamente rilevante.
Nel giro di pochi mesi, provvedimenti di revoca hanno interessato finanziamenti originariamente destinati al territorio per complessivi oltre 1,17 milioni di euro, riguardanti bambini, anziani non autosufficienti e persone con disabilità.
Ed è su questo che appare necessario un chiarimento pubblico dell’amministrazione.
I 715 mila euro sono definitivamente persi?
C’è infine un aspetto sul quale è necessario mantenere prudenza.
È certa la revoca del finanziamento dal PNRR. Non è invece ancora possibile affermare che il progetto sia definitivamente cancellato o che non possa trovare copertura attraverso altre fonti.
Nella stessa comunicazione ministeriale vengono infatti richiamati obiettivi riconducibili ad altri strumenti e fondi, tra cui FESR e FSE+.
Il Comune dovrebbe quindi chiarire se esista già un percorso per salvaguardare o rifinanziare l’intervento e, soprattutto, se i 12 beneficiari originariamente previsti potranno comunque usufruire dei servizi programmati.
Rimangono, pertanto, alcune domande alle quali sarebbe opportuno dare una risposta: perché la rendicontazione non è stata completata entro il 6 luglio? Cosa è stato concretamente realizzato? Quante persone con disabilità sono state prese in carico? Come è stata utilizzata l’anticipazione di 71.500 euro? E il progetto potrà essere recuperato con altre risorse?
Dopo la precedente revoca riguardante infanzia e anziani, il tema non è più soltanto contabile.
Quando le risorse sono destinate alle fasce più fragili della comunità, il risultato non si misura esclusivamente nella capacità di ottenere i finanziamenti, ma soprattutto nella capacità di trasformarli, entro i tempi previsti, in servizi reali per i cittadini.