Thomas quanto ci costi? Dal trenino agli incassi: forse abbiamo speso più di quanto abbiamo incassato?

LICATAIncassi certificati per 2.600 euro, a fronte di costi stimabili intorno a 5.000 euro. È questo il primo dato che emerge analizzando il servizio turistico “Trenino di Babbo Natale – Città di Licata”, istituito dal Comune nel periodo natalizio.

Una stima prudenziale, basata su parametri medi della Pubblica Amministrazione e sull’impiego serale, per 23 giorni, di un autista e un addetto alla biglietteria, evidenzia come il costo del personale risulti già sostanzialmente allineato – se non superiore – agli incassi complessivi derivanti dalla vendita dei biglietti.

Un confronto che riaccende il dibattito sull’opportunità e sulla sostenibilità complessiva dell’iniziativa, soprattutto se inserito nel contesto finanziario dell’Ente.

Incassi ufficiali

Con la determinazione dirigenziale n. 190 del 30 gennaio 2026, il Comune di Licata ha accertato e incassato le somme derivanti dal servizio. Nel periodo compreso tra il 13 dicembre 2025 e il 6 gennaio 2026 sono stati venduti 1.300 biglietti, per un totale di 2.600 euro, regolarmente versati alla Tesoreria comunale.

L’istituzione del servizio

Il servizio è stato istituito con la deliberazione della Giunta comunale n. 253 del 12 dicembre 2025, che ha qualificato il trenino come servizio pubblico locale a domanda individuale, fissando la tariffa di 2 euro per utente/corsa.

La delibera ha stabilito:

  • la gestione diretta temporanea del servizio;

  • l’impiego di due dipendenti comunali (autista e addetto alla biglietteria);

  • l’avvio, in una fase successiva, di una procedura sperimentale di affidamento agli Enti del Terzo Settore (ETS).

Nello stesso atto, il trenino viene presentato come strumento di mobilità dolce, in grado – secondo la Giunta – di contribuire alla riduzione del traffico privato, delle emissioni climalteranti e del rumore urbano.

Un servizio non essenziale, ma una spesa urgente ed indifferibile

La delibera qualifica espressamente il trenino come servizio locale non essenziale, attivabile come servizio a domanda individuale. Una definizione che assume particolare rilievo se confrontata con l’ampia narrazione sui benefici ambientali, sociali ed economici attribuiti all’iniziativa. “La stessa delibera che definisce il trenino un servizio non essenziale non chiarisce tuttavia quali danni certi e gravi avrebbe subito l’Ente in assenza dell’acquisto del mezzo, elemento centrale per giustificare una spesa indifferibile in regime di dissesto.”

Le voci di costo

Oltre al costo stimato del personale, risultano già note altre voci di spesa, tra cui:

  • spese assicurative, pari a circa 1.600 euro.

Non sono invece incluse, al momento, eventuali spese di:

  • manutenzione meccanica del mezzo;

  • né alcune indiscrezioni informali, secondo cui il trenino presenterebbe perdite di olio, elementi che – se confermati – inciderebbero ulteriormente sul costo complessivo del servizio.

Il contesto finanziario

Il confronto tra incassi e costi va letto nel contesto generale di Licata, Comune:

  • in dissesto finanziario;

  • privo di un bilancio approvato;

  • in gestione provvisoria, con margini di spesa limitati ai servizi essenziali.

In questo scenario, la scelta di investire risorse economiche e organizzative su un servizio stagionale continua a sollevare interrogativi sulle priorità amministrative.

Le priorità inevase

Il confronto più evidente riguarda i servizi per i bambini. In città:

  • non è disponibile uno scuolabus comunale adeguato;

  • l’unico mezzo esistente è datato, risalente agli anni ’80;

  • manca un veicolo attrezzato per il trasporto di bambini con disabilità, necessario per consentire la partecipazione a eventi sportivi e sociali.

Una criticità emersa anche di recente, quando alcuni bambini non hanno potuto partecipare a una manifestazione sportiva svoltasi a Ravanusa, proprio per l’assenza di un mezzo idoneo.

Una discussione aperta

Gli incassi sono ora certificati. Le stime sui costi iniziano a delinearsi.
Resta aperta la discussione sulle scelte amministrative e sulle priorità di una città che, in una fase di grave difficoltà finanziaria, è chiamata a decidere dove e come destinare le proprie risorse.

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